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GENNAIO
/
FEBBRAIO
2014
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euro (+25,9% sul 2010). Nel 2012
il valore delle esportazioni di com-
ponenti per autoveicoli è stato di
18,1 mld di euro, in calo del 5,3%
rispetto all’anno precedente, ma
il saldo rimane attivo e pari a 7,5
mld di euro, grazie alla flessione
delle importazioni del 10%.
Il calo della domanda di auto in Ita-
lia e in Europa ha determinato una
sovra-capacità produttiva, stimata
attorno al 30%. La Commissione
Europea ha presentato il piano d’a-
zione ‘Cars 2020’ volto a rafforzare
la competitività e la sostenibilità
dell’industria autoveicolistica nella
prospettiva del 2020. Il piano si ba-
sa su quattro linee d’azione: più in-
novazione; un quadro europeo per
la competitività; migliore accesso
al mercato globale; formazione e
gestione delle ristrutturazioni.
Meno consumi, meno volumi
Dal 2007, anno record delle vendi-
te con circa 2,5 milioni di vetture
nuove, il mercato ha subìto una
costante contrazione dei volumi,
fino ad arrivare a 1,4 milioni di
registrazioni nel 2012 (sui livelli
di 30 anni fa). Rispetto al 2007, la
perdita ammonta a circa 1,1 mln di
vetture (-44%), con riflessi pesan-
tissimi sulla produzione industriale
e sull’occupazione.
L’aumento dei prezzi dei carburanti
e il calo generalizzato dei consumi,
incluso quelli di benzina e gaso-
lio, hanno spinto gli acquirenti
verso modelli ad alimentazione
alternativa, le cui vendite sono
passate dal 5,6% di quota del 2011
al 13,5% del 2012, con una cre-
scita del 92% rispetto all’analogo
periodo del 2011, pari a 189 mila
vetture. In particolare le vetture a
GPL e a metano hanno conquistato
rispettivamente il 9,1% e il 3,8%
del mercato. Le vetture a metano
potrebbero avere più mercato, ma
sono penalizzate rispetto a quelle
a GPL, da una rete distributiva
insufficiente e localizzata principal-
mente in alcune regioni del Centro
Italia. Le vetture ibride rappresen-
tano appena lo 0,5% del mercato.
Il mercato delle autovetture diesel
rappresenta il 53,1% del totale del-
le nuove registrazioni, con oltre
745mila unità.
Il 46% delle nuove vetture immatri-
colate ha una cilindrata compresa
tra 1.100-1.400 cm
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, di queste circa
il 51% sono alimentate a benzina,
il 26% e diesel , il 16% a GPL e il
il 28% delle vetture immatricolate.
Nonostante il ridimensionamento
dell’industria domestica degli au-
toveicoli, reso ancora più evidente
dal confronto con Germania e in
particolare con il Regno Unito,
che ha saputo attrarre costruttori
esteri e fronteggiare il pericolo di
veder scomparire la propria indu-
stria, in Italia le aziende della com-
ponentistica hanno fatto leva sui
fattori di competitività, dirottan-
do una parte crescente delle loro
produzioni alle commesse estere.
Il comparto rappresenta da più di
vent’anni una realtà positiva della
bilancia commerciale, dal 2004 al
2008 sopra i 6 miliardi di euro
all’anno, mentre nel 2009 questo
valore è sceso a poco meno di 4
miliardi, riportandosi ai livelli del
1995. Nel 2010 il saldo positivo ha
raggiunto i 5,7 mld di euro e nel
2011, grazie all’ottimo andamento
dell’export, ha toccato i 7,3 mld di