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aprile 2014
La strada da seguire.
“Ricerca, innovazione e inter-
nazionalizzazione rappresentano sul serio la strada da
percorrere”: Baroncelli attacca così, commentando
un recente rapporto ICE nel quale emerge come le
imprese italiane che lo scorso anno hanno ottenuto
fatturati superiori alla media siano quelle che sono
riuscite a potenziare congiuntamente ricerca, innova-
zione e internazionalizzazione. “In Italia, nel settore
dell’automazione e della meccatronica, un numero
crescente di aziende, spesso sconosciute ai più, sono
riuscite ad ovviare alla crisi con l’unica strada percor-
ribile: esportare - continua il Segment Management
Director Comau Robotics -. Ho visitato personal-
mente numerose aziende il cui fatturato è cresciuto
dell’80/90% sul totale attraverso rapporti commerciali
con l’estero, vendendo le proprie soluzioni sia sui mer-
cati emergenti (Cina, Sud America, Africa, Russia ed
altri ancora) sia in aree geografiche di più alta tradi-
zione industriale, come Germania e Stati Uniti”. Faccio
la domanda che devo fare, anche se la risposta la cono-
sciamo già: come è stato possibile? “Seguendo i driver
citati, e in particolare dando seguito a quello che a
noi italiani viene meglio: coniugare l’innovazione con
soluzioni su misura - continua Baroncelli -. La concor-
renza è molto agguerrita, ma, in diversi casi, si tratta di
aziende di grosse dimensioni, superiori a quelle delle
nostre aziende, che sono spesso assestate su produ-
zioni e soluzioni standard”. Quindi gli italiani hanno
punti da sfruttare. “L’italiano è, al di là degli stereo-
tipi, bravissimo nell’elaborare soluzioni innovative che
i concorrenti non sono in grado di progettare o che,
ancor peggio, considerano rischiose - dice -. Comau, in
questo senso, è un buon esempio: abbiamo realizzato
per un cliente una soluzione apposita non presente nella
gamma standard”.
Baroncelli a questo punto si accalora, dimostrando
la passione e l’amore per il lavoro che svolge. “L’abi-
lità della direzione tecnica è stata tale da realizzare,
nell’arco di un mese, il robot richiesto e di consegnarlo al
lontano e sconosciuto precedentemente, cliente. Non è
per nulla semplice soddisfare nuove esigenze di persone
mai incontrate prima, specie quando il tasso di tecnolo-
gia richiesta è molto elevato - Baroncelli si coccola un po’
i suoi -. Se non si è flessibili e innovatori, forse anche un
po’ matti, non puoi davvero competere”.
Applicazioni da esempio.
Chiedo qualche dettaglio in
più, ma qua il bottone si chiude. “Non posso dire molto
- spiega - perché chiaramente i dati sono riservati. Così
come non posso dire dei processi di ricerca, sviluppo e in-
novazione in corso nei nostri laboratori. Posso dare solo
qualche dettaglio aggiuntivo”. L’orgoglio non manca,
ma è ben riposto. “L’applicazione in questione, installata
in ambito food&beverage, è stata venduta ad un cliente
operante nel Far East che, a sua volta, l’ha installata in
Sud America - entra nel dettaglio il manager -. Questo
è il tasso di internazionalizzazione con cui abbiamo a
che fare quotidianamente e che, se non sei un po’ spe-
ciale, non riesci ad affrontare nello spirito giusto”. Mi
spingo a dire, cercando un confronto con Baroncelli, che
innovazione e tecnologia appaiono due elementi indi-
stinguibili, due facce di una stessa figura geometrica,
che, in realtà, è ben più ampia e complessa. Per questo
affascinante. “Proprio così. Innovare, in Comau, significa
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