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aprile 2014
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mprese
M
ercato
abbinare scelte di business strategico a scelte di inno-
vazione tecnologica. Le due cose vanno insieme e non
si possono, in nessun caso, scindere”. Non c’è strategia
per il futuro senza innovazione, insomma. “Senza in-
novazione e senza uno sguardo internazionale. I mer-
cati ti chiedono molto, ad ogni livello - afferma -. In
questo senso Comau ha un vantaggio enorme rispetto
alle tante aziende italiane medie e piccole. Noi pos-
siamo far leva su una presenza mondiale che conta di
14mila persone per tutto il gruppo, con sedi in Europa,
negli Stati Uniti e nei Paesi emergenti, come Brasile,
Argentina, Messico, India, Russia”.
La visione del futuro.
Chiedo a Baroncelli di sbotto-
narsi un po’ di più. C’è un progetto innovativo di cui
si può parlare e che non è coperto da segreto indu-
striale, in Comau? Sì, c’è. È qui che mi racconta dell’ul-
timo arrivato nella gamma di robot di Comau, Racer.
A Baroncelli chiedo qualcosa in più rispetto ad una
descrizione tecnica. Chiedo quali siano state le diret-
trici che hanno condotto alla realizzazione di Racer,
quali le leve profonde. La risposta non delude. “Racer
è stato costruito partendo da una riflessione semplice
quanto fondamentale - spiega il management director
Comau Robotics -. Un robot è un sistema meccatronico
che necessita di una progettazione complessiva, di un
ragionamento integrato. Se un’attenzione particolare
deve andare a quelle che si definiscono caratteristiche
di base (riduzione del numero di parti, ottimizzazione
dei costi, specifiche allineate con le richieste del mer-
cato) il vero valore aggiunto è la progettazione in un
ottica olistica, di insieme. Abbiamo costruito Racer con
una visione integrata. La progettazione meccanica, se-
parata da quella elettrica, da quella del software e da
una profonda conoscenza del mercato e delle esigenze
non potrebbe mai generare un prodotto come quello
immesso sul mercato”. A questo punto Baroncelli si
alza, prende un pezzo di lamiera piegata e una riga
da disegno. Non finisco di prendere appunti perché ri-
chiama la mia attenzione. “Guarda - mi dice - un robot
va immaginato come una canna da pesca”. Me lo dice
mentre fa ondeggiare nelle mani la lamiera e la riga.
“Flessibile, resistente, rigido, veloce... sempre. Ma stu-
diato per la specifica esigenza, adattato, come quando
peschi, alla corrente, al pesce, al luogo in cui ti trovi
- dettaglia Baroncelli -. In altre parole: flessibili sulle esi-
genze del mercato, adatto a risolvere le soluzioni, at-
tento alle esigenze, ragionato per essere adatto al suo
scopo. Come quando peschi: rigidità, flessibilità, forza,
robustezza, intelligenza, elaborazione tutte insieme...
per portare sulla barca la preda”.
Questa, dunque, è la visione per il futuro: ascolto del
mercato, raccordo delle esigenze, flessibilità. Corretto?
“Sì. Nel Racer, presentato in anteprima all’open house
Strategie