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Inchiesta
rmo
aprile 2014
In
renza, concetto oggi obsoleto che deve lasciare
spazio a concetti aggregativi. Quindi, la gelo-
sia e il riserbo sulle proprie attività, che rende
spesso difficile anche il passaggio generazionale
in azienda: “Bisogna essere aperti e raccontare
il proprio business per fare business insieme -
spiega Grianti -. Occorre rafforzare la fiducia tra
le persone, serve chiarezza nel definire chi fa
cosa, e serve positività, in quanto il cammino di
rete nel quotidiano ha le sue difficoltà, inutile
nasconderlo. Ma gli esempi concreti di aziende
che aggregandosi hanno invertito il trend nega-
tivo diffuso sono una realtà”. Serve allora guar-
darsi intorno, e chiedersi con chi è possibile fare
rete da subito, raccogliere informazioni sulle reti
e parlarne, anche con le istituzioni. “Abbiamo
eccellenze leader nel mondo e paradossalmente
le nostre aziende sono in crisi... - conclude
Grianti -. E sono molti i mercati che guardano
al Made in Italy e chiedono di entrare in con-
tatto con le nostre imprese: un’opportunità che
le singole imprese da sole spesso non riescono a
cogliere, ma che una volta aggregate diventa un
enorme potenziale da mettere in atto”.
agevolata per innovazione di processo e di pro-
dotto e di internazionalizzazione esplicitamente
dirette anche alle reti di impresa: basti pensare,
a livello di Regione Lombardia, agli 8 milioni di
euro a fondo perduto del Bando a sostegno delle
reti di impresa della Regione Lombardia messi a
disposizione quest’anno, al FRI, fondo rotativo per
l’imprenditorialità per la realizzazione di siti pro-
duttivi, strutture commerciali in Paesi terzi e per
interventi di miglioramento impiantistico e parco
macchine, e i numerosi strumenti nazionali del
ministero dello Sviluppo Economico e di Simest.
Strumenti che occorre conoscere e sfruttare.
“Ci sono ancora molte resistenze da superare -
spiega Federico Grianti, delegato Assoretipmi
per Milano e provincia -. L’oggetto rete di im-
presa è ancora poco conosciuto: ad oggi ce ne
sono circa 700 già costituite, coinvolgendo poco
più di 3.500 imprese, nulla se pensiamo al bacino
di 4,2 milioni di PMI italiane”. Una grande op-
portunità da cogliere e far conoscere, superando
le resistenze storiche radicate nell’imprendito-
ria italiana: primo fra tutti, l’individualismo
e l’idea di dover superare e vincere la concor-
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