Rivista_di_Meccanica_177 - page 29

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aprile 2014
renza davvero globalizzata, richiedono percorsi
di internazionalizzazione. È un dato di fatto che
l’esportazione sia, anche per noi italiani, una leva
determinante. Le contingenze, quindi la crisi, e le
porte aperte a livello globale sui mercati, impon-
gono un percorso internazionale. Chi non entra in
questa ottica rischia di vanificare le proprie posi-
zioni. Va da sé che un percorso di internazionaliz-
zazione non può prescindere da un investimento
importante, e costante, in ricerca e sviluppo, ov-
vero i due driver su cui, insieme all’innovazione che
ne è conseguenza, si gioca la partita. Va detto che
noi italiani in questo siamo davvero bravi. Le no-
stre aziende, tra cui spicca indubbiamente Comau,
sono creative, votate all’innovazione e alla ricerca.
Nel percorso di internazionalizzazione, necessario
come detto, possiamo sfruttare un buon vantag-
gio’’.
Ivano Gerardi junior, direttore commerciale e mar-
keting dell’omonima azienda varesina, sostiene che
il trinomio ricerca/innovazione/internazionalizza-
nostri costruttori fanno segnare importanti successi
nell’ambito delle esportazioni che sono diventate la
voce trainante e decisiva del loro sviluppo. Secondo
un recente rapporto ICE emerge che le imprese
italiane in generale che hanno ottenuto nel 2013
fatturati superiori alla media sono quelle che sono
riuscite a potenziare congiuntamente le attività di
ricerca, innovazione e internazionalizzazione.
Per avere il polso della situazione abbiamo rivolto
qualche domanda ad alcuni esponenti di aziende
protagoniste del settore. Ne è scaturito un interes-
sante ‘spaccato’ che vogliamo presentare ai nostri
lettori.
Competitività, finanziamenti e costi.
Secondo Ales-
sio Cocchi, marketing manager Comau - B.U. robo-
tics & service, le aziende italiane che affrontano i
mercati internazionali sono portatrici di grande va-
lore aggiunto che risulta intrinseco al modo stesso
di interpretare l’impresa: “Sicuramente in questa
fase storica i mercati, ma soprattutto una concor-
“Sicuramente in questa fase
storica i mercati, ma soprattutto
una concorrenza davvero
globalizzata, richiedono percorsi
di internazionalizzazione - dice
Alessio Cocchi,
marketing
manager
Comau
- B.U.
robotics & service - è un dato
di fatto che l’esportazione sia,
anche per noi italiani, una leva
determinante. Le contingenze,
quindi la crisi, e le porte aperte
a livello globale sui mercati,
impongono un percorso
internazionale. Chi non entra
in questa ottica rischia di
vanificare le proprie posizioni’’.
“Ricerca, innovazione e
internazionalizzazione sono alla
base del nostro successo, fatto di
risultati superiori alla media da
sempre - afferma
Ivano Gerardi
junior direttore commerciale e
marketing di
Gerardi
- ma
perché in Italia chi investe in
tali attività è visto come un
fenomeno oppure come un pazzo?
L’affermazione potrebbe sembrare
azzardata, ma effettivamente la
nostra esperienza è esattamente
questa, dato che non abbiamo mai
trovato un ente o un soggetto
interessato a finanziare in anticipo
le nostre ricerche”.
‘’Ricerca, innovazione e
internazionalizzazione sono
elementi fondamentali ma credo
che il successo delle aziende oggi
debba necessariamente passare
sia attraverso la modernizzazione
e la razionalizzazione dei
processi produttivi sia tramite
una ricerca finalizzata al ‘dare
di più spendendo di meno’ -
osserva
Antonio Dordoni
,
sales, marketing
&
service
director di
Jobs
- ciò porta a
ripensare alle nostre aziende con
progetti di respiro molto più
ampio che sfociano spesso nella
internazionalizzazione dei reparti
produttivi”.
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