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gennaio/febbraio 2014
Economia e internazionalizzazione.
In tema di eco-
nomia, le priorità emerse durante i lavori del gruppo
che si è confrontato sul tema sono stati: stabilità poli-
tica, indispensabile per una adeguata e lungimirante
attività di politica industriale che possa svilupparsi
nel medio lungo periodo; attenta politica monetaria
che permetta alle imprese, oggi troppo svantaggiate
dall’apprezzamento dell’euro rispetto alle altre valute,
di confrontarsi sul mercato globale in modo più equo;
maggiore liquidità per le imprese attraverso strumenti
e interventi che permettano la riduzione del credit
crunch, oggi problematicaparticolarmente sentitadalle
imprese del settore, snellimento burocratico; riforma
del diritto del credito, a garanzia di tutti gli operatori
economici in Italia, detassazione degli investimenti in
macchinari; ex-legge Sabatini; rottamazione e ammor-
tamenti liberi per svecchiamento del parco macchine
italiano. In tema di internazionalizzazione, invece, è
apparsa chiara la tendenza degli operatori italiani a
intensificare la propria presenza all’estero secondo
livelli di complessità crescente, dall’attività di esporta-
zione al presidio diretto con servizi di assistenza, servizi
commerciali, filiali di vendita, fino ad arrivare ad avere
vere e proprie strutture produttive in loco. Fenomeno,
questo, che non può prescindere dal superamento
della limitata dimensione che caratterizza le imprese
che, già da tempo, si sono attivate per trovare forme
di collaborazione, cooperazione, rete, partnership con
altri player italiani e locali, capaci di assicurareefficienza
di costi e delle prestazioni. Gli operatori segnalano che
il riscontro all’estero del Made in Italy settoriale è deci-
samentepositivo.Occorredunque che continui l’azione
svolta da tutti gli attori coinvolti - imprese, rappresen-
tanza, istituzioni, Sistema Paese - affinché l’immagine
del prodotto italiano, fortemente legata alla figura
dell’imprenditore, sia sempre più forte e compatta,
capace di raggiungere anche le aree di mercato finora
poco presidiate.
Tecnologia e innovazione.
In tema di tecnologia, gli
operatori concordano sulla strategicità dell’innovazione
quale fattore di competitività. Corretta sintesi di inno-
vazione di prodotto, processo e servizio, essa non è più
innovazione ad ogni costo e non è mai al di sopra delle
esigenze della domanda. Gli operatori del settore oggi
sono chiamati a fornire un’innovazione ragionata, risul-
tato del giusto bilanciamento tra make e buy, sinonimo
di innovazione interna per gli aspetti core-strategici
(i software), e innovazione esterna (per gli altri aspetti
meno rilevanti) chepuòesseredemandataa terzi. Inque-
stomodo la catena del valore si allunga (clienti/operatori
dellamacchinautensile/fornitori). Gli operatori dellamac-
china utensile rappresentano il fulcro intorno al quale
ruota tutto il processo di innovazione. La loro capacità
sta nel comprendere le esigenze tecnologiche del cliente
(driver di innovazione nel caso operi in settori quali per
esempio automotive, aerospace e energia), progettare e
realizzare la soluzione più adeguata alle esigenze della
domanda, individuando, prima, il fornitorepiùadattocui
appoggiarsi. Inquesto senso i fornitori diventanopartner
a tutti gli effetti dei costruttori dimacchine, poiché svilup-
pano parti e componenti sui quali sono già inseriti conte-
nuti innovativi. Dal gruppodi lavoroè emerso inoltre che
l’uso dei brevetti ad oggi è pratica ancora poco diffusa
perché troppo costosa e rischiosa: “Nell’immaginario di
alcuni - ha riferito Galdabini - depositare un brevetto si-
gnifica segnalare alla concorrenza un passaggio/avanza-
mento tecnologico esponendolo ai rischi di copiatura”.
La pratica deve però crescere - convengono gli operatori
- perché i brevetti, oltre a proteggere il marchio e l’idea,
possono essere inseriti in conto capitale dell’azienda, fa-
cendo salire il suo valore nei rating.