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ercato
Economia
di calo, le consegne dei costruttori torneranno di
segno positivo: in virtù di un incremento del 4,7%,
si attesteranno a 1.220 milioni di euro, trainate
dalla ripresa del consumo domestico che raggiun-
gerà i 2.145 milioni di euro, il 4,4% in più rispetto al
2013. Anche l’import beneficerà, seppur in misura
minore, della ripresa della domanda espressa dagli
utilizzatori italiani, salendo a quota 925 milioni di
euro, +3,9% rispetto al 2013.
L’analisi del presidente.
Per Luigi Galdabini, presi-
dente di Ucimu, “il dato che appare più evidente è,
senza ogni dubbio, la ripresa del consumo dome-
stico che dopo anni di immobilità sembra ripartire,
seppur lentamente. In altre parole la domanda esi-
ste ma resta il problema della mancanza di liquidità
per imprese italiane, che riescono a ottenere affida-
menti bancari con estrema difficoltà”.
Per arginare il credit crunch, e quindi sostenere la
ripresa della domanda di beni strumentali in Italia
è ora necessario che i provvedimenti già messi in
campo dal Governo divengano effettivi. “In parti-
colare, attendiamo lo sblocco degli ultimi passaggi
affinché la ex-legge Sabatini, contenuta nel De-
creto del Fare, divenga operativa - invita il pre-
sidente -. Oltretutto il prolungamento dell’attesa
per il provvedimento che permette la dilazione
del pagamento del bene a tasso agevolato, non
farebbe altro che portare nuova incertezza tra gli
utilizzatori, spingendo a una sospensione delle de-
cisioni di acquisto già programmate”. Un appello
Galdabini lo rivolge anche agli investitori istituzio-
nali per i minibond e i microbond, “vere e proprie
obbligazioni emesse dalle PMI attraverso le quali
le imprese possono rafforzare la propria struttura
patrimoniale e finanziaria, dunque, poter più fa-
cilmente ottenere credito”. Oltre a questo l’asso-
ciazione dei costruttori di macchine utensili chiede
la revisione dei coefficienti di ammortamento dei
macchinari, in modo da adeguare le aliquote,
ferme al 1988, all’effettiva durata utile del bene
strumentale, “cosicché gli investimenti delle im-
prese non siano più penalizzati - indica Galdabini
- e anzi sia stimolata l’attività di acquisto e sostitu-
zione dei sistemi di produzione, indispensabile per
il mantenimento della competitività del Paese”.