Rivista_Meccanica_Oggi_175 - page 27

27
rmo
gennaio/febbraio 2014
superiori e di almeno tre mesi per gli universitari.
Il periodo di permanenza in azienda dovrebbe es-
sere inoltre organizzato con una certa continuità
e ripetitività, in modo tale da poter consentire di
creare all’interno dell’azienda stessa un minimo di
struttura in grado di accogliere e di integrare ve-
locemente il giovane all’interno dei reparti che lo
stanno ospitando per lo stage. Un rapporto con-
tinuativo tra scuole e imprese del territorio è fon-
damentale e utile a tutti. In primis per portare ai
docenti l’evoluzione dei bisogni da parte delle im-
prese: per le aziende questo passaggio è fondamen-
tale per trovare giovani risorse formate in modo più
adeguato alle loro esigenze. Da ultimo, ma primo in
ordine di importanza, per gli allievi che si trovano
ad avere un bagaglio di conoscenze più facilmente
spendibile nella ricerca di un posto di lavoro”.
Per Diego Spini, direttore vendite Italia DMG Mori,
le problematiche restano le solite, e risiedono
principalmente nella difficoltà di dialogo tra i due
mondi, quello della scuola e quello dell’impresa.
“Finché non ci sarà chiarezza pratica sui bisogni
reciproci, difficilmente avremo risultati tangibili e
proficui passi avanti - dice -. Nel nostro piccolo, ab-
biamo cercato negli ultimi anni delle collaborazioni
fattive con alcune scuole/enti formativi. In partico-
lare, ricordo l’accordo quadro a livello nazionale che
abbiamo sottoscritto con l’Associazione Cnos-FAP, ac-
cordo che ha portato entrambe le entità a beneficiare
della partnership in maniera tangibile.
Questo accordo, tra l’altro, è stato la traccia che ab-
biamo seguito nel predisporre e formalizzare altri
accordi simili, anche se con entità singole e più circo-
scritte. Un altro aspetto che stiamo portando avanti
e sul quale ci sentiamo di puntare sempre di più è
la strutturazione di un rapporto col mondo univer-
sitario, soprattutto per quel che riguarda le attività
di stage”.
Collaborare per la ricerca.
“Il Musp è un consorzio
di tipo pubblico-privato che si occupa di sviluppare
ricerca industriale attraverso la collaborazione tra
università (il Politecnico di Milano e l’Università Catto-
lica, entrambe con sede anche a Piacenza) e imprese
produttrici di beni strumentali per l’industria - spiega
Mario Salmon, responsabile i-Musp -. Esso realizza
attività di formazione solo come azione collaterale,
nel senso che contribuisce alla specializzazione di
ricercatori (prevalentemente ingegneri industriali)
che dopo l’esperienza in laboratorio si inseriranno
in azienda, o su richiesta specifica delle imprese su
temi di particolare rilevanza scientifica e tecnologica
L’opinione di
Mario Salmon
,
responsabile
i-Musp
è che per
imparare a lavorare bene ci si
debba specializzare lavorando:
”Il Musp ha un certo numero di
borsisti e laureandi che operano
al suo interno realizzando
attività di ricerca: questi giovani
possono quindi approfondire
temi specialistici, avvicinarsi
al mondo dell’industria e poi,
come è già successo per decine
di giovani laureati che hanno
fatto una esperienza presso il
laboratorio, entrare in imprese
industriali”.
Pe
r Diego Spini
, direttore
vendite Italia
DMG Mori
,
le problematiche restano
le solite, e risiedono
principalmente nella difficoltà
di dialogo tra i due mondi,
quello della scuola e quello
dell’impresa: “Finché non
ci sarà chiarezza pratica sui
bisogni reciproci, difficilmente
avremo risultati tangibili e
proficui passi avanti - dice -.
Nel nostro piccolo, abbiamo
cercato negli ultimi anni delle
collaborazioni fattive con
alcune scuole/enti formativi”.
“Un rapporto continuativo
tra scuole e imprese è
fondamentale e utile a tutti -
dice
Massimiliano Mandelli
,
general manager
Dormer
Tools
- per portare ai docenti
l’evoluzione dei bisogni da parte
delle imprese, per le aziende per
trovare giovani risorse formate
in modo più adeguato alle loro
esigenze, da ultimo, ma primo
in ordine di importanza, per gli
allievi che si trovano ad avere
un bagaglio di conoscenze più
facilmente spendibile nella
ricerca di un posto di lavoro”.
Il giudizio di
Enzo Marvaso
,
coordinatore
‘Rete Robotica
a Scuola’
, è molto netto:
”Uno dei limiti che hanno
frenato nel nostro Paese
lo sviluppo dell’istruzione
tecnica e professionale negli
ultimi vent’anni della nostra
storia è rappresentato dalla
incapacità della scuola italiana
di rispondere ai reali fabbisogni
delle aziende e cioè di poter
contare su figure professionali
con conoscenze e competenze
realmente spendibili nel mondo
del lavoro”.
1...,17,18,19,20,21,22,23,24,25,26 28,29,30,31,32,33,34,35,36,37,...102
Powered by FlippingBook