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GENNAIO
/
FEBBRAIO
2015
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nologica e scientifica europea per
mappare le risorse disponibili, e
analizzare i pro e i contro sotto i
profili tecnologico e di protezio-
ne ambientale. Occorre quindi
continuare a credere nell’energia
verde, che oggi genera ricchezza
e nuova occupazione, e creare un
mercato pan europeo dell’energia
con i nostri vicini, che potrebbero
applicare la nostra stessa regola-
mentazione, aprendo il mercato
a una maggiore concorrenza con
una spinta al ribasso dei prezzi”.
Energia, le sfide per l’Italia
La Commissione vede tre sfide
nell’energia per l’Italia: in primo
luogo la dipendenza energetica,
nel nostro Paese superiore al tasso
medio europeo che è del 54-55%.
“Questo rappresenta un rischio:
l’Italia deve continuare a diversi-
ficare le proprie fonti - commenta
Barbaso -, senza dipendere tanto
fortemente dal gas. In secondo
luogo, il prezzo dell’elettricità ha
raggiunto livelli fortemente anti-
competitivi: uno studio condotto
a Bruxelles mostra che il prezzo
all’ingrosso dell’elettricità in Eu-
ropa è sceso del 35% tra il 2008
e il 2012, oggi quasi allineato con
gli USA.
Di contro, il prezzo al dettaglio è
salito del 3,5% annuo per l’indu-
stria, e del 5,1-5,2% per le altre
utenze. E i prezzi in Italia salgono
più che negli altri Paesi.
Abbiamo quindi scomposto il
prezzo tra materia prima, costo
delle reti e tasse e oneri di siste-
ma: con il prezzo all’ingrosso in
diminuzione, e gli investimenti
necessari per ammodernare le
reti, l’aumento grava sulla terza
componente.
Dal momento però che istanze co-
munitarie chiedono di appesantire
la tassazione ambientale, diffi-
cilmente prevediamo uno spazio
per frenare l’aumento. La risposta
è continuare a investire per au-
mentare l’efficienza energetica,
dove l’Europa fa già molto bene,
rappresentando il 40% degli inve-
stimenti globali in efficienza, ma
dove c’è ancora ampio margine
di miglioramento, anche in Italia.
Quindi puntare sull’innovazione
tecnologica, inesauribile fonte per
ridurre i costi, e favorire la crea-
zione di un grande mercato pan
europeo”.
Infine, l’Italia deve continuare a
investire per creare le infrastrut-
ture necessarie a migliorare il fun-
zionamento del mercato interno
dell’energia, ancora incompleto
nei collegamenti tra nord e sud
ma anche con l’Europa.




