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INDUSTRIA NAUTICA

DOSSIER

progettare 386

GENNAIO

/

FEBBRAIO

2015

41

delle vele, gli scafi e altri componenti

è fondamentale adottare conoscenze

tecniche di ultima generazione. Pena

un pessimo risultato”. E ha continua-

to: “Oggi, progettare imbarcazioni da

gara è un mondo a metà tra la nautica

tradizionale e l’aeronautica, un insie-

me di innovazioni che hanno portato

le imbarcazioni a prestazioni assolute.

Le velocità raggiunte arrivano, e a

volte superano, i 50 kts”.

La progettazione del catamarano

Dopo il no di San Francisco, diventano

le Bermuda la sede della prossima

America’s Cup. Quindi, per prima

cosa è necessario conoscere i dati

atmosferici di quella zona, al fine di

sviluppare un’imbarcazione adegua-

ta. Vergombello ha spiegato che l’in-

novazione di prodotto e di processo

implica l’utilizzo di nuove tecnologie,

idee e gestione dei dati digitali. Ecco

allora la necessità e l’importanza di

utilizzare strumenti di progettazione

moderni, materiali e un’organizzazio-

ne adeguata.

“Le imbarcazioni monoscafo per la

coppa America sono state definiti-

vamente abbandonate. I catamarani

hanno sostituito i precedenti modelli.

Ciò comporta un modo completa-

mente diverso di progettare l’imbar-

cazione. Velocità, scafi, vele rigide,

singoli componenti, aerodinamica

sono le principali variabili da consi-

derare e progettare, ottimizzandone

il loro funzionamento. Con le imbar-

cazioni tradizionali le componenti di

forze e momenti aerodinamici delle

sovrastrutture sono visti come un

qualcosa di inevitabile e da ridurre.

Diversamente con i catamarani, anche

queste componenti apparentemente

negative, possono essere sfruttate in

modo attivo”. L’approccio alla pro-

gettazione dell’imbarcazione è a 360°

non avviene più in comparti separati:

scafo, vele, derive ecc. e poi assembla-

te le varie componenti. Il progettista

rimarca che i catamarani da compe-

tizione sono vere e proprie barche

volanti, assomigliano più ad aerei

che a imbarcazioni. Essi hanno profili

alari che lavorano sia in acqua sia in

aria. Sviluppare la giusta geometria,

il corretto funzionamento, trovare il

giusto mix tecnologico tra acqua e

aria è qui che si gioca il successo

dell’imbarcazione. Inoltre, è impor-

tante segnalare che le dimensioni in

giocosonodiverse rispettoaunabarca

monoscafo.

Per esempio gli angoli apparenti del

vento cambiano notevolmente poiché

sono molto più stretti. Nelle vecchie

barche questa possibilità di navigare

di bolina a una velocità superiore a

quella del vento non era possibile per

le formedelloscafo,masoprattuttoper

i materiali impiegati che rendevano la

costruzione notevolmente più pesante

di quella di un corrispondente scafo

moderno, realizzatoconmateriali com-

positi come la fibra di carbonio.

Cosa è cambiato

Come abbiamo già accennato la pro-

Andrea Vergombello, design team di Luna Rossa

Challenge.

Sviluppo

dell’imbarcazione

con tecnologia di

simulazione 3D.