ECONOMIA
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progettare 386
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GENNAIO
/
FEBBRAIO
2015
TONY BOSOTTI
Primi segnali di ripresa per la nau-
tica italiana che, dopo cinque anni
di calo continuativo, sembra rico-
minciare a crescere.
Questo è quanto è emerso dalla
presentazione dei dati dell’Ufficio
Studi di Ucina, tenutasi nei me-
si scorsi, nell’ambito dell’annuale
convention dell’associazione.
Il fatturato della cantieristica italia-
na per l’anno 2013 (da qui in poi
i dati fanno riferimento a questo
periodo temporale) è stato pari a €
1.308.370.000, di cui € 1.287.170.000
derivanti da produzione nazionale
(98%) e € 21.200.000 ascrivibili alle
vendite di prodotti importati (2%).
La produzione nazionale è stata
venduta per il 93% (€ 1.1196.970)
sui mercati esteri, con una preva-
lenza verso i Paesi extraeuropei
(78%), mentre per il restante 7%
(€ 90.200.000) è stata collocata sul
mercato italiano.
Per quanto riguarda le importazioni,
il fatturato deriva in prevalenza da
imbarcazioni provenienti da Paesi
europei (92,5%), mentre il valore
delle importazioni da paesi extra
UE rappresenta il 7,5% del totale
(rispettivamente € 19.610.000 e €
1.590.000). La maggior parte di uni-
tà da diporto importate è stata suc-
cessivamente collocata sul mercato
italiano (€ 17.580.000, pari all’83%),
mentre solo il 17% (€ 3.620.000) di
fatturato deriva da unità riesportate.
Considerando produzione naziona-
le e importazione di unità da diporto
Torna
il vento
nelle
vele
Alla previsione di un 2014 caratte-
rizzato dal segno più, finora stima-
to intorno al 5,5%, si contrappone
tuttavia il dato relativo al mercato
interno che oggi risulta praticamen-
te azzerato (nel 2103 solo il 7% della
produzione cantieristica nazionale
è stata destinata alle vendite nel
nostro Paese).
Secondoquantoèemersodallaanalisi degli ultimi
dati resi disponibili dall’Ufficiostudi diUcina-
Confindustrianautica, il settoredellanautica italiana
è indubbiamente inripresa, facendoregistrareun
incrementopari al 5,5%del fatturatoglobale, questo
standoai numeri provvisori per il 2014




