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progettare 386

GENNAIO

/

FEBBRAIO

2015

33

questi vincoli comunitari e glo-

bali non è una sventura ma una

grande opportunità che abbiamo,

in quanto dobbiamo tornare al

livello di avanzamento industriale

pre-crisi, ma con un tipo di pro-

duzione completamente diversa.

Il ciclo produttivo del ‘900 non è

più sostenibile, perché consuma

troppe materie prime, produce

troppi rifiuti e inquina troppo. La

materia prima quando scarseggia

diventa meno accessibile a costi

convenienti per la produzione. I

rifiuti inoltre devono diventare

un’opportunità e dare redditività,

lungi dall’essere un problema e

una fonte di costo.

La vera sfida per le imprese italia-

ne è quindi passare da un’econo-

mia di tipo lineare all’economia

circolare”.

Fiscalità ambientale

Galletti auspica un cambio cultu-

rale anche guardando alle giovani

generazioni: “All’interno del mio

ministero - spiega il ministro - ho

creato una direzione chiamata

Nativi ambientali: penso che la

risposta a medio periodo all’esi-

genza di un cambio di direzione

stia nell’informazione e nel fare

cultura ambientale, ad esempio

facendo sì che i giovani facciano

la raccolta differenziata meglio

di come la fa la mia generazio-

ne. Occorre però fare qualcosa

anche subito, e qui parlo della

necessità di un piano industriale

per il nostro Paese che incentivi

tutte le produzioni che vanno

verso una minore emissione di

CO

2

e un maggiore impiego di

energie rinnovabili: penso a una

fiscalità ambientale, che premi i

comportamenti virtuosi nell’in-

dustria. La fiscalità impostata sul

‘Chi inquina paga’ segue un prin-

cipio sbagliato, anche dal punto

di vista fiscale, in quanto non ha

senso un’imposta che punta alla

propria riduzione. Il fisco non col-

pisce chi ha dei comportamenti

scorretti, nel qual caso interviene

una sanzione, di natura comple-

tamente diversa: dobbiamo pre-

miare i comportamenti virtuosi,

e tante sono le leve fiscali con

cui possiamo dirigere una deter-

minata impostazione industria-

le, ad esempio un’IVA agevolata

per prodotti riciclati, indirizzando

così la produzione su tipologie

ambientalmente corrette”.

Consumi e fonti globali

Altro provvedimento necessario

cui il ministro pensa è dare sta-

bilità a misure come le detrazioni

fiscali del 65% per l’efficienza

energetica: “Gli investitori, ita-

liani ed esteri, hanno bisogno di

certezza dallo Stato. L’incentivo

per l’efficienza energetica si è pa-

gato da sé, generando un introito

più elevato dello sconto fiscale

concesso.

Penso pertanto sia un provvedi-

mento non solo da prorogare, ma

che potendo andrebbe reso an-

che stabile, in quanto interventi

fiscali temporanei di tal genere

aprono un orizzonte di incertezza

deleterio per gli investimenti.

La grande sfida di cui ci stiamo

incaricando è far capire che oggi

I PROTAGONISTI

Gianluca Galletti è ministro dell’Ambiente

e lancia l’idea di un provvedimento per

dare stabilità a misure come le detra-

zioni fiscali del 65% per l’efficienza

energetica: “L’incentivo per l’efficienza

energetica si è pagato da sé, generando

un introito più elevato dello sconto

fiscale concesso. Penso pertanto sia un

provvedimento non solo da prorogare,

ma che potendo andrebbe reso an-

che stabile, in quanto interventi fiscali

temporanei di tal genere aprono un

orizzonte di incertezza deleterio per gli investimenti. La

grande sfida di cui ci stiamo incaricando è far capire che

oggi puntare sull’ambiente è la chiave per la crescita

dell’occupazione e del Paese”.

Fabrizio Barbasio è vice direttore generale

DG Energia della Commissione europea: “I

consumi si spostano dai Paesi Ocse a quelli

emergenti: nel 2013 il 90% dell’aumento

del consumo globale è stato rappresentato

da Cina e India, e da qui al 2030-2035

aumenterà di un terzo”. La Commissione

vede tre sfide nell’energia per l’Italia: la

dipendenza energetica, nel nostro Paese

superiore al tasso medio europeo che è del

54-55%; il prezzo dell’elettricità che ha

raggiunto livelli fortemente anti-competitivi;

occorre continuare a investire per creare le infrastrutture

per migliorare il funzionamento del mercato interno

dell’energia.