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INCHIESTA

30

progettare 386

GENNAIO

/

FEBBRAIO

2015

“Anzi - prosegue - la bolla che sta

vivendo in questo momento è dovuta

quasi unicamente al fatto che alcuni

dei brevetti che permettono la stampa

3D sono scaduti dando quindi libero

accesso a chiunque alla tecnologia.

Per quanto riguarda la nostra azienda,

il termine impatto non è appropriato,

dal momento che non si è trattato

di una svolta repentina, bensì di un

processo lungo e graduale che nulla

ha avuto di rivoluzionario. Sotto certi

aspetti la popolarità della stampa 3D

degli ultimi mesi ha creato qualche

confusione negli utenti in quanto da

una parte si vedono proporre tec-

nologia a basso costo e dall’altra si

accorgono che per ottenere determi-

nati risultati in termini di materiali e

precisione gli investimenti necessari

sono tutt’altro che economici.

Tutte le tecnologie attualmente sul

mercato presentano una particolarità

che gli operatori del settore conosco-

no molto bene: sono intimamente

legate al materiale di costruzione.

Se è vero che una stampante 3D può

costruire infiniti pezzi diversi - pun-

tualizza Barbieri - è vero anche che

tutti questi pezzi hanno in comune

lo stesso materiale. Questo è vero

per la stragrande maggioranza delle

tecnologie oggi disponibili. Ora, il

materiale e la precisione sono due dei

parametri maggiormente vincolanti

quando si tratta di fabbricare, pro-

durre dei particolari per l’industria. Il

mercato cresce, la ricerca si prodiga

e sicuramente i risultati porteranno a

tecnologie più raffinate e soprattutto

più flessibili, ma allo stato attuale le

tecnologie più diffuse sono novità...

di trenta anni fa”.

Libertà della manifattura additiva

“Le aziende italiane ad alta tecno-

logia - gli fa eco Giorgio Abrate, re-

sponsabile dell’ingegneria di Avio

Aero - hanno capito molto presto

il potenziale della stampa 3D. Avio

Aero ha iniziato 10 anni fa a cimen-

tarsi con queste tecnologie e oggi è

pronta per lanciare la produzione di

serie di pale turbina in alluminiuro

di titanio, un materiale intermetallico

che ha un peso specifico pari al 50%

di quello degli acciai che si usano

tradizionalmente su questi compo-

nenti. Anche le aziende italiane che

fabbricano protesi ortopediche sono

state degli apripista. Per il momento

i produttori di stampanti 3D sono in

Germania, ma alcune aziende italiane

sono in cima alla classifica di quelle

che hanno saputo applicare questa

tecnologia cambiando anche il modo

di progettare. Al momento i proces-

si produttivi sono prevalentemente

basati sull’asportazione di truciolo e

non ancora sulle tecniche additive. I

fattori maggiormente limitanti sono

la disponibilità di polveri qualifica-

te per applicazioni aeronautiche - e

infatti dal prossimo anno avvieremo

la produzione di polveri nel nostro

stabilimento di Cameri - e la dimen-

sione massima dei pezzi producibili

tramite Laser melting ed Electron

Beam Melting ma, fortunatamente, i

progressi di queste tecnologie sono

estremamente veloci”.

Oltre alle pale in TiAl, Avio Aero ha

messo punto dei componenti la cui

funzione è rimuovere l’aria che entra

nel circuito dell’olio di lubrificazione

dalle tenute motore. “Sono compo-

nenti ispirati alla struttura trabecolare

delle ossa umane - spiega Abrate -.

Praticamente dei dischi metallici di

struttura spugnosa che non sarebbe-

ro producibili in altri modi. In tremesi,

partendo dal foglio bianco, abbiamo

progettato, costruito e provato con

successo un componente totalmente

innovativo”.

Quali sono secondo Abrate i benefici

legati allamanifattura additiva? “Zero

attrezzature, che vuol dire velocità

e minori costi, ma anche ripetibili-