SCENARI
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progettare 386
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GENNAIO
/
FEBBRAIO
2015
normative vigenti sui mercati di
tutto il mondo, dall’altro necessita
di esperienze che siano importan-
ti per i clienti di riferimento. In
un mondo così articolato Dassault
può contare su un valore di mer-
cato potenziale di ben 32 miliardi
di dollari. Attualmente la società
francese ha un giro d’affari nell’or-
dine dei 2,2 miliardi di euro. Oggi
un’impresa che aspira ad avere un
posto nella competizione interna-
zionale deve impiegare un valore
consistente di nuove tecnologie,
sia nella fase progettuale sia in
produzione e presidiare i mercati
in crescita. La necessità di dotarsi
di strumenti (piattaforme), in grado
di aumentare l’efficienza produtti-
va è d’obbligo. Pena l’esclusione
dal mercato. Nel nostro Paese è
necessario schiacciare sul pedale
dell’innovazione. Alle nostre indu-
strie non mancano i fondamentali:
esperienza, design e nuove idee.
Guido Porro ha sottolineato come
il nuovo ‘Rinascimento italiano’ sia
oggi necessario.
L’industra italiana
Alberto Baban ha descritto in mo-
do preciso il quadro dell’industria
italiana nel mondo globalizzato.
Inoltre, ha rimarcato alcuni punti
fermi che le nostre imprese devono
e dovranno attuare per competere
nel mondo. La qualità dei prodotti
è ormai scontata, oggi è necessario
offrire qualcosa in più. Chi produce
un prodotto, una macchina indu-
striale, un oggetto deve trasmet-
tere all’utente un’emozione uno
stile personale. Nell’evoluzione
prossima futura chi saprà proporre
i propri prodotti avrà un elemento
distintivo che andrà oltre il Made
in Italy. Ciò è valido per tutte le
declinazioni riguardanti l’azienda:
dal sito internet rinnovato e ac-
cattivante al logo aziendale, fino
al prodotto e il brand percepito
all’esterno, la fabbrica digitale, ecc.
L’evoluzione dovrà comprendere
anche il design e l’estetica, che
caratterizza e avvantaggia il nostro
Paese da alcuni secoli. Insomma,
la strategia indicata è quella di
una forte personalizzazione e inter-
pretazione dei prodotti siano essi
nuovi o reinventati.
Anche Monica Menghini ha sotto-
lineato l’importanza della creativi-
tà come elemento differenziante.
L’innovazione non è solo inventare
nuovi prodotti, ma innovare pro-
dotti già esistenti. Gli esempi che
propone il mercato sono parecchi:
gli smartphone, i computer, sistemi
per ascoltare brani musicali, i ta-
blet, gli orologi. Ad essi è poi possi-
bile collegare una serie di servizi on
line e su cloud. Si tratta di proporre
all’utente, o al consumatore finale,
esperienze olistiche e uno stile
di vita differenziante. Insomma,
si compra un valore emozionale.
Non si vende più un prodotto, ma
un’esperienza innovativa articolata
e completa.
Questo modello di sviluppo è a-
dattabile a qualsiasi prodotto in-
dustriale e di consumo. Oggi è ne-
cessario trasformare una semplice
offerta economica in una proposta
a cui si lega il servizio, l’esperienza,
la distribuzione sul mercato, la per-
sonalizzazione del prodotto. Cosa
dire. Una visione olistica della re-
altà significa avere una visione che
vede il funzionamento dell’insieme
nella somma delle sue parti, ma
questo lo pensò Aristotele qualche
secolo fa.
Guido Porro amministratore delegato della sede italiana di DS. A destra Alberto Baban, presidente Piccola Industria e vicepresidente Confindustria.




