Rivista_di_Meccanica_176 - page 27

27
RMOæ
marzo 2014
nanziamenti ottenuti per il settore della ricerca. Ciò
significa che dal 2007 al 2013 abbiamo perso circa 35
miliardi: immaginiamoci cosa avremmo potuto fare
con questi soldi! Dovremmo imparare da altri Paesi
europei più virtuosi: per ogni euro investito la Gran
Bretagna riporta a casa 1,50 euro, l’Austria e l’Olanda
1,45 euro, il Belgio 1,40 e la Germania 94 centesimi.
Mentre l’Italia soltanto 60 centesimi, con una perdita
di 40 centesimi a fronte di ogni euro investito. C’è
una responsabilità morale per noi di recuperare i
soldi che investiamo in Europa perché sono quattrini
raccolti col sacrificio di tutti. Di fronte a questa situa-
zione è inutile piangere, bisogna invece tirarsi su le
maniche e cambiare le cose”.
Profumo propone a questo proposito di partire dalle
specializzazioni dei nostri territori in modo che si
trovino a competere con altre zone di altri Paesi che
hanno la stessa vocazione; le risorse che si rendono
disponibili dovranno essere investite in queste realtà.
Da questa competizione potranno nascere sviluppi
positivi.
“Come ministero, nei mesi scorsi - dice Profumo - ab-
biamo messo in atto un progetto in stretta sinergia
col CNR mirato a individuare una decina circa di pri-
orità nazionali e queste le abbiamo collocate all’in-
terno di strutture aperte, dove la ricerca non si fa
più in un singolo laboratorio ma la si fa in realtà che
siano interconnesse fra loro con attori che tradizio-
nalmente si sono parlati poco finora: aziende, enti di
ricerca e università. L’idea è quella di ‘clusterizzare’
il sistema, passando da modelli industriali di tipo se-
auto, edifici ecc. in questo modo si viene in contatto
con la necessità di avere tessuti innovativi che rispon-
dano a nuove esigenze di comparti più avanzati, si
diventa fornitori di soluzioni su misura progettate
per specifiche applicazioni.
“Per fare ciò - aggiunge - c’è bisogno di una grande
capacità di conoscenza e anche predisposizione a
guardare al futuro seguendo lo sviluppo delle nuove
esigenze produttive. In parole povere, guardare oltre
le cose a cui siamo abituati”.
Questi due esempi servono a farci capire come sia im-
portante il ruolo della ricerca proprio per la crescita e
il futuro della nostra economia.
“Sono orgoglioso - conclude Nicolais - di essere pre-
sidente di questo CNR perché sono convinto che c’è
un potenziale di crescita enorme a patto di liberarsi
di lacci e lacciuoli che ci limitano; abbiamo le capacità
per competere alla pari con tutti gli altri enti stranieri
nostri omologhi”.
Il tema dei finanziamenti.
Affrontare il tema della
ricerca significa affrontare in automatico anche
quello delle risorse necessarie a finanziarla, e qui en-
trano in campo i fondi europei.
L’ex ministro dell’Istruzione dell’Università e della
Ricerca, Francesco Profumo, oggi presidente dell’I-
ren, in proposito ha sollevato un grido d’allarme:
“A fronte di un investimento in Europa di circa 15
miliardi di euro l’anno, l’Italia ne riporta a casa solo
un terzo. Il nostro Paese perde circa 5 miliardi l’anno
nel rapporto tra contributi all’Unione Europea e fi-
1...,17,18,19,20,21,22,23,24,25,26 28,29,30,31,32,33,34,35,36,37,...102
Powered by FlippingBook