Rivista_di_Meccanica_176 - page 32

RMOæ
marzo 2014
Economia
I
mprese
M
ercato
addetti e strategie più articolate, puntando molto
su diversificazione produttiva e nuovi prodotti, e
alta propensione innovativa (52%), ma legate an-
cora in prevalenza al mercato locale (55,8%). Mar-
cata presenza, 42,7%, di imprese industriali nel
terzo gruppo, le cosiddette ‘aperte’, che sono il 7%
del totale con dimensione media di 22,9 addetti:
queste mostrano elevata tendenza all’internaziona-
lizzazione (70%), apertura a nuovi mercati e capa-
cità di attivare relazioni con altre imprese (100%),
oltre a forte propensione all’innovazione. Un altro
7% è composto dalle ‘innovative’, con media di 19,8
addetti, in cui dominano comportamenti innovativi
e collaborativi, ma ancora con forte orientamento
al mercato domestico. Infine, le ‘internaziona-
lizzate spinte’ sono solo il 2,6%, con dimensione
media di 39,5 addetti: quasi al 50% facenti parte
dell’industria, qui sono massime l’appartenenza a
gruppi, l’apertura all’estero (90%) e la capacità di
attivare relazioni, oltre a elevata propensione a in-
novare (68,9%), con flessibilità produttiva e diversi-
ficazione tra i fattori competitivi più rilevanti.
in particolare, tra le pmi, imprese nel settore dei
macchinari. Inoltre, tra i principali ostacoli perce-
piti nella ricerca di una maggiore competitività, la
mancanza di risorse finanziarie è al primo posto,
per il 40,4%, seguita dalla scarsità o mancanza di
domanda, per il 36,8% (sentita soprattutto nell’in-
dustria), da oneri amministrativi e burocratici ecces-
sivi, per il 34,5%, e da un contesto socio-ambientale
sfavorevole, 23,2%. Meno sentite la carenza di in-
frastrutture, la mancanza di risorse qualificate e la
difficoltà di reperire personale o fornitori.
L’Istat classifica quindi le imprese italiane in cin-
que tipologie, in base a comportamenti e capacità
competitive: le ‘conservatrici’ sono quasi il 64% del
totale (670 mila unità su 1,1 milione di aziende con
almeno 3 addetti), con dimensione media di 8,9
addetti. Presentano strategie per lo più difensive,
bassa propensione all’innovazione (innova solo
il 20%) e attenzione soprattutto ai mercati locali
(67%): rientrano qui anche il 40% delle medie im-
prese e il 30% delle grandi. Seguono le ‘dinamiche
tascabili’, 20% del totale, con media poco sotto i 13
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