progettare
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settembre
2015
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e diretto: “Per essere più produttiva,
per generare business. Ecco a cosa
serve stare all’interno di un cluster”.
Un esempio extra UE che il docente
cita per chiarire visivamente a tutti il
concetto è rappresentato dalla Silicon
Valley, un cluster che si è sviluppato in
confini territoriali precisi e su un’area
tecnologica precisa. L’identità forte
di questo cluster hi-tech ha attirato
la presenza di investitori specializzati,
favorendo un progressivo sviluppo
economico. I dati del 2014 riferiscono
di un’area con 2.920.000 residenti, con
1.423.491 di posti di lavoro creati dal
cluster, 46.000 nuovi posti di lavoro
all’anno e un salario medio di 70.243
dollari.
I benefici che il territorio può assor-
bire dalla presenza di un cluster ben
funzionante sono quindi notevoli: cre-
scita delle opportunità lavorative, au-
mento del salario medio, generazione
di brevetti, creazione di un numero
consistente di start up, innalzamento
delle performance d’impresa, mag-
giore resistenza alla crisi. “Questo è
un esempio che ovviamente non va
seguito alla lettera - chiarisce Fabio
Papa - inseguendo magari i business
trend del momento. La chiave del
successo per ogni cluster risiede nel
trovare il vantaggio competitivo del
propriogruppodi aziende e associati”.
Se il modello teorico di riferimento e
un cluster d’eccellenza Oltreoceano
sarà agevolato dall’essere parte di un
cluster.
“Èdal 1890 che, conAlfredMarshall, si
parla in modo approfondito di aggre-
gazioni di impresa - chiarisce FabioPa-
pa, da noi interpellato, docente presso
la Scuola di Economia e Management
di Liuc Università Cattaneo - per una
corretta comprensione del concetto
di cluster è utile fare ricorso all’idea
proposta dal professorMichael Porter
(Harvard Business School, 2008) che
definisce il cluster come un gruppo di
aziende specializzate in un dato ambi-
to di business, localizzate in un’area
geograficamente delimitata e carat-
terizzate da forti interconnessioni di
natura sociale, economica e culturale.
La definizione di cluster comprende
al suo interno anche istituzioni come
università, associazioni imprendito-
riali e pubblica amministrazione, chia-
mate quotidianamente a potenziare i
meccanismi innovativi, collaborativi
e regolamentatori del cluster stesso”.
Generare più business
Edèpropriodi questo che si usufruisce
stando all’interno di un cluster: di con-
nessioni, di conoscenze, di facilitazioni
verso servizi, risorse e fornitori. Non
gira intorno alle parole, Fabio Papa,
e se gli chiediamo perché un’azienda
dovrebbe aggregarsi risponde chiaro
Cluster faq
Qualche domanda a Fabio Papa (nella foto) docente alla
Scuola di Economia e Management di Liuc Università Cat-
taneo.
Qual è il ruolo delle Regioni nei confronti dei cluster?
“Le Regioni hanno il ruolo di promuovere l’istituzione e
lo sviluppo dei cluster. Maggiore è l’impegno di ciascuna
Regione, maggiori saranno i risultati sia da un punto di
vista di sviluppo economico che sociale. La Lombardia,
oggi, rappresenta ad esempio un caso virtuoso da tenere
in grande considerazione”.
Il ruolo del Miur?
“Il Miur si pone l’obiettivo di favorire l’istituzione di nuovi progetti di cluster nonché lo
sviluppo di quelli già in essere. Più in generale, il Miur è interessato a supportare in modo
attivo la crescita dei cluster italiani, con l’obiettivo di favorire la competitività dell’intero
sistema-Paese, anche avvicinando il mondo della ricerca a quello delle imprese e istituzioni”.
Per accedere ai fondi nazionali, regionali ed europei è necessario essere parte
di un cluster?
“Assolutamente no. I cluster non nascono come uno strumento per accedere a fondi e
finanziamenti. Infatti, il loro obiettivo primario è quello di stimolare la creazione di link
tra le diverse imprese-associazioni-centri di ricerca presenti in un dato cluster. Dopodiché,
l’aggregazione tra questi soggetti favorirà, indirettamente, l’accesso a fondi e bandi. Ma
non è questo l’obiettivo primario di un cluster”.
Una rete può entrare in un cluster?
“Una rete può e deve far parte di un cluster così da poter ulteriormente incrementare la
potenzialità relazionale della rete stessa nonché del cluster di cui intende far parte. Come
già ribadito, maggiore è il numero dei link tra le diverse imprese presenti in un cluster,
maggiore sarà la forza espressa dal cluster stesso”.




