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progettare

392

settembre

2015

33

e diretto: “Per essere più produttiva,

per generare business. Ecco a cosa

serve stare all’interno di un cluster”.

Un esempio extra UE che il docente

cita per chiarire visivamente a tutti il

concetto è rappresentato dalla Silicon

Valley, un cluster che si è sviluppato in

confini territoriali precisi e su un’area

tecnologica precisa. L’identità forte

di questo cluster hi-tech ha attirato

la presenza di investitori specializzati,

favorendo un progressivo sviluppo

economico. I dati del 2014 riferiscono

di un’area con 2.920.000 residenti, con

1.423.491 di posti di lavoro creati dal

cluster, 46.000 nuovi posti di lavoro

all’anno e un salario medio di 70.243

dollari.

I benefici che il territorio può assor-

bire dalla presenza di un cluster ben

funzionante sono quindi notevoli: cre-

scita delle opportunità lavorative, au-

mento del salario medio, generazione

di brevetti, creazione di un numero

consistente di start up, innalzamento

delle performance d’impresa, mag-

giore resistenza alla crisi. “Questo è

un esempio che ovviamente non va

seguito alla lettera - chiarisce Fabio

Papa - inseguendo magari i business

trend del momento. La chiave del

successo per ogni cluster risiede nel

trovare il vantaggio competitivo del

propriogruppodi aziende e associati”.

Se il modello teorico di riferimento e

un cluster d’eccellenza Oltreoceano

sarà agevolato dall’essere parte di un

cluster.

“Èdal 1890 che, conAlfredMarshall, si

parla in modo approfondito di aggre-

gazioni di impresa - chiarisce FabioPa-

pa, da noi interpellato, docente presso

la Scuola di Economia e Management

di Liuc Università Cattaneo - per una

corretta comprensione del concetto

di cluster è utile fare ricorso all’idea

proposta dal professorMichael Porter

(Harvard Business School, 2008) che

definisce il cluster come un gruppo di

aziende specializzate in un dato ambi-

to di business, localizzate in un’area

geograficamente delimitata e carat-

terizzate da forti interconnessioni di

natura sociale, economica e culturale.

La definizione di cluster comprende

al suo interno anche istituzioni come

università, associazioni imprendito-

riali e pubblica amministrazione, chia-

mate quotidianamente a potenziare i

meccanismi innovativi, collaborativi

e regolamentatori del cluster stesso”.

Generare più business

Edèpropriodi questo che si usufruisce

stando all’interno di un cluster: di con-

nessioni, di conoscenze, di facilitazioni

verso servizi, risorse e fornitori. Non

gira intorno alle parole, Fabio Papa,

e se gli chiediamo perché un’azienda

dovrebbe aggregarsi risponde chiaro

Cluster faq

Qualche domanda a Fabio Papa (nella foto) docente alla

Scuola di Economia e Management di Liuc Università Cat-

taneo.

Qual è il ruolo delle Regioni nei confronti dei cluster?

“Le Regioni hanno il ruolo di promuovere l’istituzione e

lo sviluppo dei cluster. Maggiore è l’impegno di ciascuna

Regione, maggiori saranno i risultati sia da un punto di

vista di sviluppo economico che sociale. La Lombardia,

oggi, rappresenta ad esempio un caso virtuoso da tenere

in grande considerazione”.

Il ruolo del Miur?

“Il Miur si pone l’obiettivo di favorire l’istituzione di nuovi progetti di cluster nonché lo

sviluppo di quelli già in essere. Più in generale, il Miur è interessato a supportare in modo

attivo la crescita dei cluster italiani, con l’obiettivo di favorire la competitività dell’intero

sistema-Paese, anche avvicinando il mondo della ricerca a quello delle imprese e istituzioni”.

Per accedere ai fondi nazionali, regionali ed europei è necessario essere parte

di un cluster?

“Assolutamente no. I cluster non nascono come uno strumento per accedere a fondi e

finanziamenti. Infatti, il loro obiettivo primario è quello di stimolare la creazione di link

tra le diverse imprese-associazioni-centri di ricerca presenti in un dato cluster. Dopodiché,

l’aggregazione tra questi soggetti favorirà, indirettamente, l’accesso a fondi e bandi. Ma

non è questo l’obiettivo primario di un cluster”.

Una rete può entrare in un cluster?

“Una rete può e deve far parte di un cluster così da poter ulteriormente incrementare la

potenzialità relazionale della rete stessa nonché del cluster di cui intende far parte. Come

già ribadito, maggiore è il numero dei link tra le diverse imprese presenti in un cluster,

maggiore sarà la forza espressa dal cluster stesso”.