Il modello molecolare del grafene, si noti la struttura a celle esagonali.
Cresce la qualità delle proposte
I 9 milioni di euro del bando di gara
della fase di avviamento, pari a 54
milioni di euro (2014-2015), hanno
attratto un totale di 218 proposte in
rappresentanza di 738 organizzazioni
di 37 paesi. Le proposte ricevute sono
state valutate sulla base della loro so-
lidità, attuazione e impatto scientifici e
tecnologici, e classificate da un grup-
po internazionale di esperti di primo
piano, per lo più eminenti professori
provenienti da tutto il mondo; dalla
ricca raccolta del bando di gara, sono
state selezionate 21 proposte ai fini
del finanziamento. Jari Kinaret, pro-
fessore di fisica presso la Chalmers
University of Technology, in Svezia,
e direttore del Graphene Flagship
Project, ha dichiarato: “La risposta
è stata eccezionale, il che dimostra
il riconoscimento e la fiducia riposti
nello sforzo dell’iniziativa faro in tutta
Europa. Sono grato per l’impegno
dei candidati e dei quasi 60 esper-
ti valutatori indipendenti che hanno
partecipato a questo processo. Sono
ammirato dell’elevata qualità delle
proposte ricevute e attendo con inte-
resse di collaborare con tutti i nuovi
partner per realizzare gli obiettivi del
Graphene Flagship Project”.
Il grafene ha una storia europea
Il grafene è stato ottenuto e testato
in Europa, valendo nel 2010 il premio
Nobel per la fisica ad Andre Geim
e a Konstantin Novoselov dell’Uni-
versità di Manchester. Con il miliar-
do di euro investito nel Graphene
Flagship Project, l’Europa sarà in
grado di trasformare la ricerca scien-
tifica d’avanguardia in prodotti com-
mercializzabili. Questa importante
iniziativa posiziona infatti l’Europa in
prima linea nella corsa mondiale allo
sviluppo di tecnologie al graphene.
Il professor Andrea Ferrari, diretto-
re del Cambridge Graphene Centre
e presidente del consiglio d’ammi-
nistrazione del Graphene Flagship
Project, ha commentato così la notizia
relativa all’arrivo dei nuovi partner:
“Questo si aggiunge ai nostri sforzi
senza precedenti per far sì che il gra-
fene e i materiali affini escano dai
laboratori per arrivare in azienda, in
modo che la posizione d’avanguardia
mondiale dell’Europa nella scienza
del grafene possa tradursi in tecno-
logia, creando una nuova industria
del grafene, con vantaggi per l’Euro-
pa in termini di occupazione e com-
petitività”. Il Cambridge Graphene
Centre è responsabile della roadmap
scientifica e tecnologia della flagship,
dirigendo lo sviluppo delle applica-
zioni in optoelettronica, e lavorando
nei workpackages su nanocompositi,
energia, elettronica flessibile e pro-
duzione del materiale. Nel prossimo
futuro il centro si dedicherà a quattro
aree principali: Produzione del ma-
teriale, in particolare con tecniche
simili a quelle usate in industria per
preparare film sottili, e tramite solu-
zioni, dispersioni ed inchiostri, che
possano essere usati per vari meto-
di di stampa; Energia, in particolare
batterie e supercapacitori; Sviluppo
di internet, connettività, utilizzo del
grafene in antenne ad alta frequenza,
sensori dell’ambiente; Interazione del
grafene con la luce dal punto di vista
sia dell’energia (fotovoltaico) sia per
rilevazione della luce, generazione e
modulazione.
@AleFraschini
il quale garantisce più resistenza e
flessibilità di utilizzo.
PMI partner italiani
I 66 nuovi partner provengono da
19 Paesi, sei dei quali sono nuove
entrate al consorzio: Bielorussia,
Bulgaria, Estonia, Israele, Repub-
blica ceca e Ungheria. Con i suoi
16 nuovi partner, l’Italia ha ora il
maggior numero di partner nel
Graphene Flagship Project accanto
alla Germania (23 ciascuno), segui-
ta da Spagna (18), Regno Unito (17)
e Francia (13). I 66 partner entranti
aggiungeranno nuove capacità al
campo di applicazione scientifico
e tecnologico dell’iniziativa faro.
Più di un terzo dei nuovi partner
sono imprese, soprattutto PMI, a
dimostrazione del crescente inte-
resse degli operatori economici
per il grafene considerando che il
loro rapporto iniziale nel consorzio
era del 20%.
I nuovi partner italiani sono: U-
niversità di Padova, Breton, Uni-
versità degli Studi di Roma Tor
Vergata, Italcementi, Alma Mater
Studiorum - Università di Bologna,
Selex ES, Università di Pisa, Isti-
tuto Nazionale di Fisica Nucleare,
Università di Salerno, Consorzio
Nazionale Interuniversitario per le
Telecomunicazioni, Libre, Grinp,
Dyesol Italia, Centro Ricerche Fiat,
Nanesa, Delta-Tech.
Inchiesta
38
progettare
392
•
settembre
2015




