T
ecnologia
P
roduzione
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RMOæ
marzo 2014
Trattamento delle superfici
stessa zona, facendole perdere le caratteristiche di du-
rezza che aveva acquisito durante il primo passaggio,
oppure di non poterla trattare per mantenere una zona
di rispetto che comunque risulterà di durezza inferiore
rispetto a quanto di solito viene richiesto.
In alcune applicazioni dove la rotazione del cuscinetto o
dell’anello non è mai di 360°, tali zone soft non sono un
problema, ma dove invece è necessaria una continuità
di tale zona lungo tutto il componente, la tempra pro-
gressiva risulta avere dei limiti.
Tempra ‘seamless’.
Saetgroup ha sviluppato in questi
ultimi anni un processo brevettato che nella tempra pro-
gressiva è in grado di garantire la durezza superficiale ti-
pica dei processi di tempra in tutta la circonferenza del
pezzo. Tale processo viene definito
‘seamless’ ed è effettuato grazie alla
combinazione di tre o quattro singoli
induttori e una particolare disposi-
zione e dimensionamento delle docce.
Ma l’uso di più induttori e di docce ausiliarie non
servirebbe a nulla se non fosse accompagnato da
speciali algoritmi di controllo che consentono per
l’appunto di ottenere profili di tempra in pezzi di
dimensioni elevate senza soluzione di continuità.
Con tale processo Saetgroup si colloca tra i migliori
produttori di macchine per tempra di anelli e cusci-
netti di grandi dimensioni con soluzioni diverse a
seconda delle esigenze del cliente.
In questo caso Saet produce diversi tipi di macchina.
Per diametri del pezzo da trattare inferiori a 1,5 m
l’impianto proposto da Saet prevede un unico in-
duttore che copre tutta la circonferenza del pezzo.
Il pezzo ruota all’interno dell’induttore in modo da
uniformare eventuali piccole differenze di traferro
che potrebbero portare a piccole differenze di tem-
peratura. Lo stesso induttore è anche sede della doc-
cia di tempra che serve per il raffreddamento rapido
dopo la fase di riscaldamento.
Nel caso in cui il pezzo abbia un diametro maggiore
di 1.500 mm è necessario dividere l’induttore in al-
meno tre parti alimentate però dallo stesso genera-
tore con potenze che possono arrivare fino a 3 MW.
Nel caso in cui il diametro sia ancora maggiore la so-
luzione è quelle di suddividere l’induttore in un nu-
mero maggiore di sezioni e alimentare parte di esse
con generatori indipendenti. In tal caso la potenza
dell’impianto può arrivare a superare anche i 5 MW.
Aspetti del processo.
Il processo di tempra pro-
gressiva o ‘scanning’ nasce dall’esigenza di evitare
di usare potenze eccessive per la tempra di anelli di
diametri importanti dove si potrebbe arrivare anche
a richiedere potenze superiori a 10 MW, non sempre
disponibili con facilità.
Nel caso della tempra ‘seamless’ il processo può es-
sere suddiviso in tre step successivi.
La parte iniziale. Tipicamente si fa oscillare l’anello
avanti e indietro rispetto all’induttore che risulta
affacciato ad
esso, alternando
riscaldamenti più
lunghi e più corti
in modo da pene-
trare in maniera
adeguata all’in-
terno del ma-
teriale per fare
raggiungere la ti-
pica temperatura
di trasformazione in modo uniforme nelle zone da
trattare.
Il trattamento in zona stazionaria. Esso consiste nel
far ruotare gli induttori attorno al pezzo. In partico-
lare un induttore ruoterà in un senso mentre l’altro
ruoterà in senso opposto.
La chiave del processo è la fase di chiusura, la quale
consiste in una particolare combinazione di movi-
mento e regolazione della potenza in tutte le teste
degli induttori (in questa fase esiste la possibilità di
usufruire di 6-7 movimentazioni diverse per ciascun
induttore per arrivare a trattare anelli con dimen-
sioni e forme molto diverse tra di loro).
Fabrizio Dughiero, presidente di Inova Lab - Fabien Marquis -
Macchina ‘single shot’ per componenti con diametro
maggiore di 1.500 mm. E una tipica fase di chiusura di
una macchina a tempra progressiva ‘seamless’.