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RMOæ
marzo 2014
Focus
Aerospace
ficare la produzione specifico per le macchine fles-
sibili. Quindi non minimizzi il setup, non fornisci
una sequenza di pezzi da lavorare ma gestisci il
tempo in periodi omogenei sui quali calcolare la
capacità massima che è in grado di erogare la mac-
china. Fatto questo lavoro abbiamo un piano di
produzione, diciamo così, incompleto perché non
so quando un pezzo entrerà ma questo piano di
produzione può essere poi eseguito in maniera ef-
ficiente dai livelli più bassi, quelli tattici, dato che
attraverso l’integrazione dei diversi livelli si riesce
a ottenere uno strumento automatico ed efficace
per pianificare”.
I vari livelli gerarchici non lavorano a cascata ma
fra di loro c’è un flusso di informazione bidirezio-
nale. La struttura decisionale è innovativa: non
è che tutte le decisioni vengono prese ad alto li-
vello e sotto ci si limita a eseguire i processi uno
in fila all’altro. Le decisioni che vengono prese a
un certo livello definiscono dei vincoli all’interno
dei quali i livelli più bassi hanno un certo grado di
libertà. Alla fine questo meccanismo è in grado di
dire oggi quando un certo ciclo di produzione sarà
completato, gettando così un valido sguardo sulla
produzione futura.
Il gioco cambia.
“Questo
metodo cambia completa-
mente il gioco - commenta
Fogliazza - come cambia il
gioco poter dire oggi quali
sono le risorse da preparare
per lavorare questa mattina,
nel pomeriggio, nel fine
settimana non presidiato,
quindi il futuro non è più
ignoto ma diventa un luogo
su cui posso avere una certa
visibilità. Tenendo conto
della complessità dei pro-
blemi produttivi che le nostre macchine affron-
tano (centinaia di codici diversi, lotti anche unitari
o comunque molto limitati) la nostra soluzione
diventa un grande vantaggio e un elemento in-
dispensabile per le moderne realtà produttive. Io
dico sempre che oggi fare truciolo richiede una
grande quantità di informazioni. E bisogna con-
siderare che le nostre macchine fanno varie lavo-
razioni: fresare, forare, alesare, barenare, fanno
anche tornitura, fanno rettifica, hanno sensori che
consentono di misurare il pezzo durante la lavora-
zione ecc.”.
necessità di essere reattivi. Vicino a una macchina
che lavora succedono tante cose: si rompono gli
utensili, gli operatori non ci mettono esattamente
il tempo che avevamo previsto per caricare e sca-
ricare un pezzo, il controllo qualità mi suggerisce
di bloccare una produzione e quindi di cambiare
l’ordine in cui i pezzi verranno lavorati ecc. I livelli
superiori, che noi chiamiamo strategici, ci possono
fornire strumenti per gettare uno sguardo sui lavori
futuri, in particolare la pianificazione della produ-
zione è uno dei servizi più innovativi che siamo in
grado di fornire ai clienti. Gli strumenti tradizionali
che si trovano sul mercato per pianificare la produ-
zione fanno molta fatica se non addirittura sono
incapaci di pianificare capacità flessibile. Le nostre
macchine non si prestano alle logiche tradizionali
dei pianificatori della produzione, tipicamente gli
schedulatori a capacità finita, gli strumenti MRP2,
che ragionano ad esempio su concetti come mi-
nimizzazione dei tempi di setup cioè delle volte
che cambio la produzione. Ma se io ho un sistema
flessibile per cui non esiste il setup l’approccio non
regge. Noi abbiamo sviluppato un modo di piani-