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RMOæ
marzo 2014
Focus
Aerospace
incomincia ad assomigliare sempre meno a uno
strumento e sempre più a un partner”.
Servizi avanzati.
Le macchine MCM offrono quindi
una serie di funzioni sofisticate e sulle quali si basa
molto la strategia di vendita dell’azienda.
Innanzitutto è previsto un sistema di monitoraggio
che fornisce precise indicazioni sulle operazioni
che si stanno svolgendo e sul livello di efficienza
che si registra durante le operazioni stesse (questo
in modo completamente autonomo rispetto alle
inputazioni imputazioni tradizionalmente fatte a
mano dall’operatore) esso è in grado di registrare
quanto la macchina ha lavorato, quali sono gli
allarmi, e di avere un collegamento diretto con
l’azienda fornitrice, MCM quindi, per ricevere indi-
cazioni di diagnosi e supporto alla manutenzione.
“Qui c’è un cambio di concezione - interviene Giu-
seppe Fogliazza - l’operatore, anziché trovarsi di
fronte una ‘montagna di ferro’ con una console
di controllo numerico che gli dice qual è il ciclo e
dove sono posizionati gli assi, o una tabella che gli
dice quali sono gli utensili e i loro correttori, si con-
fronta con un’immagine a colori della macchina le
cui risorse sono rappresentate da icone sulle quali
puntare e cliccare accedendo a svariate informa-
zioni più approfondite. Questo tipo di approccio
abbassa il livello di competenze necessarie per chi
segue la macchina e consente anche a personale
meno qualificato di eseguire in sicurezza opera-
zioni prima appannaggio di operatori con molta
quindi aderiva alla nostra proposta con più facilità
rispetto ad altri, magari non senza qualche inde-
cisione che poi però svaniva allorché, in fase di bi-
lancio, si riscontravano risultati positivi”.
Il mercato cambia.
Oggi MCM esporta in gran
parte all’estero i suoi prodotti e nel corso del
tempo sono cambiati anche gli acquirenti tradizio-
nali: se un tempo il cliente tipico era un terzista,
oggi ci si misura con grandi aziende aeronautiche
e con OEM; queste realtà hanno officine profon-
damente diverse, nel senso che sono più grandi,
con strutture più rigide e pertanto sono più diffi-
cili da cambiare.
“C’è da dire però -
aggiunge Fogliazza -
che anche per questi
ultimi la pressione del
mercato sta rendendo
importante trovare
nuove soluzioni per-
ché i problemi pro-
duttivi sono mutati.
Ad esempio nell’ae-
ronautica la flessibi-
lità è sempre stata un
aspetto centrale ma
lo era sempre stata
da un punto di vista,
diciamo così, ‘privile-
giato’: pochi pezzi da
fare e molto costosi,
officine che dovevano
garantire soprattutto
tracciabilità, documentazione del processo molto
spinta, personale altamente qualificato ecc. Oggi
la pressione è fare un numero di aerei cospicuo,
i margini si sono ridotti. Bisogna cambiare modo
di lavorare. Ecco che anche queste aziende co-
minciano a essere interessate a trovare un modo
nuovo di utilizzare le macchine. Questa novità è
quello che noi vendiamo. Io dico sempre ai nostri
clienti potenziali, in tono simpatico, che se sono
venuti a comprare una macchina come le altre
hanno sbagliato indirizzo. Certamente, spiego, vi
vendiamo una macchina che fa pezzi perfetti ma
noi diventiamo interessanti se voi siete disposti a
cambiare il modo di utilizzare questa macchina,
farne cioè un’entità autonoma con la quale l’o-
peratore si confronta a un livello più alto rispetto
a quello a cui era abituato prima. Qualcosa che