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Automazione

66 progettare 389 maggio 2015

l’attuatore nello spazio a disposizione,

e anche quale sarà l’orientamento di

carichi e forze. Da non dimenticare poi

le opzioni di montaggio: molte opera-

zioni di imballaggio, infatti, necessitano

di montaggio orizzontale, anche se la

configurazione verticale è frequente-

mente utilizzata. Consideriamo inoltre

le connessioni tra gli attuatori nelle

configurazioni multi-asse. Non tutti

sono in grado di offrire accessori come

staffe e piastre destinati a garantire

collegamenti rigidi tra gli attuatori.

Tuttavia, sappiamo che sistemi carat-

terizzati da connessioni irregolari pos-

sono comportare problemi in termini

di disallineamento, vibrazione, minor

precisione e, infine, rottura. Pertanto

èestremamente importanteprevedere,

come norma, tali accessori unitamente

alla fornitura degli assi lineari.

Velocità, strutture e riduttori

Settimo: velocità e accelerazione. Que-

sti due elementi sono dati fondamen-

tali per il dimensionamento dell’unità

lineare. Alcuni attuatori per impieghi

gravosi sono in grado di resistere a ca-

richi elevati fino a velocità di 5m/s, con

accelerazioni finoa50m/s

2

,mentrealtri

risultanopiù limitati in termini di veloci-

tà e capacità di carico. Per raggiungere

prestazioni di questi livelli è bene utiliz-

zare un accoppiamento diretto e rigido

tra puleggia e motoriduttore. Anche

l’utilizzo di guide a ricircolo di sfere con

gabbia contribuisce al raggiungimento

di prestazioni estremamente elevate,

riducendo l’attrito tra i corpi volventi

all’interno del pattino.

Ottavo: caratteristiche strutturali

dell’attuatore.

La maggior parte degli attuatori so-

no realizzati in estrusioni di alluminio

anodizzato per garantire elevata robu-

stezza e peso contenuto. La struttura

del profilo è un aspetto fondamentale:

un maggiore spessore e una corretta

geometria permetteranno di ottenere

rigidezze e inerzie superiori. Estrema-

mente importante è anche il sistema di

scorrimento: leguidea ricircolodi sfere

precaricate consentono di migliorare

l’accuratezza, la ripetibilità e la rigidità

dell’intero sistema di movimentazione.

Le guide a rotelle in acciaio con even-

tuale rivestimento in plastica, invece,

sono un’ottima soluzione per la gestio-

nedi disallineamenti anchesignificativi

o per operatività in ambienti sporchi o

difficili. Tutti questi aspetti sono essen-

ziali per dare vita a un attuatore per

impieghi gravosi in grado di gestire

i carichi pesanti nelle applicazioni di

imballaggio di fine linea.

Nono e ultimo consiglio: abbinamento

riduttore e motore. Sia per quanto

riguarda le soluzioni a cinghia sia per

quelle a cremagliera, la scelta del ri-

duttore è un aspetto fondamentale per

mantenere la precisione del sistema

e per migliorare il rapporto inerziale

tra motore e massa da movimentare.

La fornitura di un asse lineare con il

riduttore già montato e il dimensio-

namento del motore, dunque, è un

grandevantaggioeun’opzionesempre

più richiesta.

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