progettare
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maggio
2015
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8 metri di corsa l’utilizzo dell’aziona-
mentoapignonee cremaglieradiventa
quasi una scelta obbligata.
Prestazioni, ambiente, orientamento
Quarto consiglio: ciclo di lavoro. Molte
applicazioni nel settore del packaging,
come la palettizzazione e l’utilizzo di
macchine fardellatrici, astucciatrici o
macchine formatrici, necessitano di
prestazioni costanti a fronte di elevati
cicli di lavoro. Mai come in questo
settore gli attuatori lineari sono sot-
toposti a cicli e dinamiche stressanti.
Manutenzione e lubrificazione natural-
mente sono operazioni fondamentali,
da pianificare ed eseguire sempre me-
ticolosamente.
Quinto: ambiente operativo. Normal-
mente, nell’ambito del packaging, non
si presentano situazioni particolarmen-
te difficili in termini di sporcizia o con-
taminazioni che possano incidere ne-
gativamente sulla qualità delmoto. Nei
casi maggiormente a rischio, tuttavia,
è buona norma ricorrere a unità lineari
pressurizzate, in grado di funzionare
correttamente e garantire le proprie
prestazioni anche negli ambienti mag-
giormente gravosi.
Sesto suggerimento: orientamento
spaziale. Per i sistemi multi-asse, così
come per le singole unità lineari, è de-
terminante sapere come sarà orientato
consigliauncoinvolgimentodell’ufficio
tecnico in merito alla possibilità di
utilizzare un encoder lineare.
Il secondo consiglio è: capacità di ca-
rico. Le applicazioni più gravose nel
packagingcomportanocapacitàdi cari-
codinamiconon trascurabili.Qual è il li-
mite di carico gestibile dall’attuatore in
fase di accelerazione e ad alta velocità?
Bisognaprestareparticolareattenzione
alle specifiche dell’asse in termini di
capacità di spinta, capacità di carico
dinamico e momento flettente. La ca-
pacitàdi caricoèdirettamentecorrelata
alla struttura dei profili utilizzati. Molti
attuatori lineari sono apparentemente
simili, ma solo alcuni sono progettati
per gestire carichi elevati a velocità
sostenute.
Terzo: spazio e lunghezza della corsa.
È importante, anzitutto, considerare la
differenza tra l’utilizzo di un sistema a 3
assi posizionato nel fine linea con una
propria struttura aerea e l’impiego di
unità singole integrate nella macchina.
Inquest’ultimocaso, infatti, l’ingombro
diventa una variabile determinante e
sononecessariesoluzioni studiatesulla
base delle esigenze specifiche. In caso
di corse lunghe, inoltre, si consiglia for-
temente l’utilizzodi unsistemaapigno-
ne e cremagliera, per evitare eventua-
li imprecisioni derivanti dall’elasticità
stessa della cinghia dentata. Sopra gli
mentari, tecnologicamente avanzati e
di maggiore complessità, per settori
industriali come il ‘bianco’, l’automo-
tive e le macchine utensili.
Luca Brioni, sales manager per la di-
visione attuatori del Gruppo Rollon,
risponde alla domanda che apre l’ar-
ticolo con nove consigli ragionati per
scegliere l’attuatorecorrettoper le linee
di packaging più gravose.
Prevenire i problemi
Il primo consiglio è: precisione e ac-
curatezza. Per selezionare l’opzione
migliore, è indispensabile valutare il
livello di precisione, accuratezza e ri-
petibilità richiesto dall’applicazione.
Nella maggior parte delle applicazioni
di confezionamentodi fine lineache im-
piegano attuatori, una ripetibilità di po-
sizionamento nell’ordine di ± 0,05 mm
è considerata un’ottima performance,
realizzabile con sistemi a cinghia o a
cremagliera. Consideriamo un sistema
cartesiano a 3 assi con sistema di presa
a vuoto o mano di presa sull’asse Z.
Il movimento deve essere ripetibile,
affidabile e sufficientemente preciso
per consentire al sistema di lavorare
correttamente, anche se la necessità
di un’accuratezza estrema è molto rara
in queste circostanze. Tuttavia, per le
attività che richiedono maggiore pre-
cisione di posizionamento, Luca Brioni
Luca Brioni, sales manager
per la divisione attuatori
del Gruppo Rollon.
Gli attuatori a cinghia della
serie Robot di Rollon sono
progettati per resistere alle
sollecitazioni delle applicazioni
più gravose nell’industria del
packaging.




