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progettare

389

maggio

2015

65

8 metri di corsa l’utilizzo dell’aziona-

mentoapignonee cremaglieradiventa

quasi una scelta obbligata.

Prestazioni, ambiente, orientamento

Quarto consiglio: ciclo di lavoro. Molte

applicazioni nel settore del packaging,

come la palettizzazione e l’utilizzo di

macchine fardellatrici, astucciatrici o

macchine formatrici, necessitano di

prestazioni costanti a fronte di elevati

cicli di lavoro. Mai come in questo

settore gli attuatori lineari sono sot-

toposti a cicli e dinamiche stressanti.

Manutenzione e lubrificazione natural-

mente sono operazioni fondamentali,

da pianificare ed eseguire sempre me-

ticolosamente.

Quinto: ambiente operativo. Normal-

mente, nell’ambito del packaging, non

si presentano situazioni particolarmen-

te difficili in termini di sporcizia o con-

taminazioni che possano incidere ne-

gativamente sulla qualità delmoto. Nei

casi maggiormente a rischio, tuttavia,

è buona norma ricorrere a unità lineari

pressurizzate, in grado di funzionare

correttamente e garantire le proprie

prestazioni anche negli ambienti mag-

giormente gravosi.

Sesto suggerimento: orientamento

spaziale. Per i sistemi multi-asse, così

come per le singole unità lineari, è de-

terminante sapere come sarà orientato

consigliauncoinvolgimentodell’ufficio

tecnico in merito alla possibilità di

utilizzare un encoder lineare.

Il secondo consiglio è: capacità di ca-

rico. Le applicazioni più gravose nel

packagingcomportanocapacitàdi cari-

codinamiconon trascurabili.Qual è il li-

mite di carico gestibile dall’attuatore in

fase di accelerazione e ad alta velocità?

Bisognaprestareparticolareattenzione

alle specifiche dell’asse in termini di

capacità di spinta, capacità di carico

dinamico e momento flettente. La ca-

pacitàdi caricoèdirettamentecorrelata

alla struttura dei profili utilizzati. Molti

attuatori lineari sono apparentemente

simili, ma solo alcuni sono progettati

per gestire carichi elevati a velocità

sostenute.

Terzo: spazio e lunghezza della corsa.

È importante, anzitutto, considerare la

differenza tra l’utilizzo di un sistema a 3

assi posizionato nel fine linea con una

propria struttura aerea e l’impiego di

unità singole integrate nella macchina.

Inquest’ultimocaso, infatti, l’ingombro

diventa una variabile determinante e

sononecessariesoluzioni studiatesulla

base delle esigenze specifiche. In caso

di corse lunghe, inoltre, si consiglia for-

temente l’utilizzodi unsistemaapigno-

ne e cremagliera, per evitare eventua-

li imprecisioni derivanti dall’elasticità

stessa della cinghia dentata. Sopra gli

mentari, tecnologicamente avanzati e

di maggiore complessità, per settori

industriali come il ‘bianco’, l’automo-

tive e le macchine utensili.

Luca Brioni, sales manager per la di-

visione attuatori del Gruppo Rollon,

risponde alla domanda che apre l’ar-

ticolo con nove consigli ragionati per

scegliere l’attuatorecorrettoper le linee

di packaging più gravose.

Prevenire i problemi

Il primo consiglio è: precisione e ac-

curatezza. Per selezionare l’opzione

migliore, è indispensabile valutare il

livello di precisione, accuratezza e ri-

petibilità richiesto dall’applicazione.

Nella maggior parte delle applicazioni

di confezionamentodi fine lineache im-

piegano attuatori, una ripetibilità di po-

sizionamento nell’ordine di ± 0,05 mm

è considerata un’ottima performance,

realizzabile con sistemi a cinghia o a

cremagliera. Consideriamo un sistema

cartesiano a 3 assi con sistema di presa

a vuoto o mano di presa sull’asse Z.

Il movimento deve essere ripetibile,

affidabile e sufficientemente preciso

per consentire al sistema di lavorare

correttamente, anche se la necessità

di un’accuratezza estrema è molto rara

in queste circostanze. Tuttavia, per le

attività che richiedono maggiore pre-

cisione di posizionamento, Luca Brioni

Luca Brioni, sales manager

per la divisione attuatori

del Gruppo Rollon.

Gli attuatori a cinghia della

serie Robot di Rollon sono

progettati per resistere alle

sollecitazioni delle applicazioni

più gravose nell’industria del

packaging.