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industria alimentare

Dossier

• •

in ambienti umidi, aggressivi e sog-

getti a procedure CIP (Clean in Place),

doveva inoltre assicurare la massima

flessibilità in quanto a dimensioni e

caratteristiche: telaio, aree di carico,

movimentazione stampi, stazioni di

taglio, termoformatura e saldatura. E,

come ovvio, il sistema di automazione

si doveva dimostrare altrettanto fles-

sibile per gestire questa modularità

così spinta.

Dimensionare prima, sviluppare poi

Dall’HMI al riduttore, dalla catena ci-

nematica al software di gestione del

processo: quale unico referente di

progetto, Lenze ha assistito il cliente

durante tutte le fasi, avvalendosi di

un approccio basato su strumenti di

engineering efficaci e integrati, che ha

contestualmente trasferito alla direzio-

ne tecnica dell’azienda Il primo passo

è stato il dimensionamento dei drive,

effettuato attraverso il modulo tecno-

logico DSD-Drive Solution Designer.

Un passaggio che potrà sembrare ba-

nale ma che, in realtà, non lo è affatto.

Con DSD è stato possibile calcolare il

corretto dimensionamento delle appa-

recchiature, tarandole sull’effettiva ne-

cessità di potenza del carico e proget-

tando la catena cinematica più adatta

all’esigenza. Conuna prima sorpresa: è

statopossibile ridurre la taglia dei drive

a beneficio dei costi di fornitura e di e-

sercizio. Edeccoaquestopuntoentrare

in gioco i già citati moduli Fast. Poiché

solitamente la gran parte delle architet-

ture di macchina viene già concepita

secondo un’impostazione modulare,

come del resto abbiamo visto poco

sopra, disporre di una metodologia

di sviluppo software modulare è la

chiave vincente. Assi elettrici, avvolgi-

tori/svolgitori, posizionatori, controlli

di temperatura, convogliatori, camme,

robot ecc.: in una serie di librerie sono

a disposizione moduli software pronti

all’uso che, correttamente parametrati

(masse, velocità, coordinate di presa,

posizioni, profili camma ecc.) e tra loro

interfacciati, permettono agli sviluppa-

tori di realizzare soluzioni di controllo

ottimizzando tempo e programmazio-

ne. Lapossibilitàdi riutilizzare il softwa-

re, oltre al notevole risparmio di tem-

po (a regime, addirittura fino all’80%)

consente di trasformare il know-how

da prerogativa dello sviluppatore a

proprietà intellettuale e oggettivamen-

te documentata dell’azienda.

Oltre alla padronanza del know-how

di processo, che può essere replicato

su altre tipologie di macchine sem-

plicemente riparametrando i moduli

tecnologici, questo approccio standard

unitamente alla teleassistenza consen-

te anche di ridurre i tempi e i costi di

intervento in loco, inquanto è possibile

apportare eventuali modifiche al sof-

tware che, prima di essere montato a

bordo macchina, è anche simulabile e

testabile off line.

M. Martelli, automation manager Lenze.