industria alimentare
Dossier
progettare
389
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maggio
2015
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A differenza di quanto spesso accade
in ambito pubblico, dove il consuntivo
di un’opera si può chiudere con costi
lievitati anche più del doppio senza
comprendere dove stiano le respon-
sabilità, un OEM i suoi conti li deve
saper fare molto bene. Aggiudicarsi la
commessa è certo importante, ma lo
è ancora di più avere la sicurezza che
i consuntivi di spesa collimino con i
costi messi a preventivo.
Una sfida non sempre facile per chi
deve forniremacchine: oltreagarantire
affidabilità e prestazioni, si tratta quasi
sempre di impianti personalizzati su
specifica del cliente, che necessitano
magari di essere installati all’altro capo
del mondo, e nei cui contratti, tanto
per non farsi mancare nulla, possono
a volte essere presenti salate penali in
caso di ritardo.
Le tipiche (in)certezze dell’OEM
Mestieredifficilequellodi costruireuna
macchina, per il quale l’esperienza, co-
munque, costituisce una base certa da
cui partire. Fatto cento il costo al cliente
finale di un bene strumentale, il 25%
circa è solitamente rappresentato dalla
parte meccanica, un valore poco più
elevato dell’automation & drive (20%).
A queste percentuali, che l’esperienza
ci dice essere tutto sommato certe, si
sommano le attività di progettazione e
sviluppo software, che purtroppo non
sono così certe come le precedenti: dal
20% si può alle volte arrivare finanche
al 35%. Permassimizzare lamarginalità
(che in questo esempio schematico
può oscillare dal 35% al 20%) risulta
quindi logicoagiresul puntopiùdebole
di questa catena: la parte di enginee-
ring e sviluppo software.
Ma come fare a minimizzare l’impatto
di queste attività sul ciclo produttivo?
La risposta è semplice: è necessario
assicurarsi che tecnici e progettisti si
avvalgano di un approccio modulare
e integrato, che consenta uniformi-
tà di programmazione, riusabilità del
software e, quindi, salvaguardia del
know-how.
In particolare, quest’ultimo aspetto,
estremamente critico, è spesso una
prerogativa che si lega a competen-
ze specifiche che vengono maturate
personalmente dai tecnici all’interno
dell’azienda: il know-how deve invece
essere un vantaggio competitivo indi-
pendente dai singoli soggetti, ovvero
deve essere un valore tipicamente
aziendale e non personale.
Ebbene, è questo il concetto chiave
su cui Lenze basa il suo approccio
metodologico quando si siede attorno
al tavolo con un cliente per dare il via
a un nuovo progetto.
Modularità e riusabilità
Garantire un approccio modulare con-
sente al cliente di massimizzare l’inve-
stimento e ridurre i tempi di sviluppo,
aiutandolo quindi in maniera decisiva
a far sì che, a consuntivo, oltre ad
affidabilità e prestazioni anche i conti
finali tornino. Come?
L’architettura di automazione della macchina è
targata completamente Lenze.
Da tanti singoli fornitori a un unico responsabile dell’automazione: l’approccio improntato alla
visione d’insieme è la chiave vincente per la soluzione di un problema.
L’architettura di automazione della macchina è targata completamente Lenze.




