SCENARI
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progettare 380
•
MAGGIO
2014
zione e la competitività dell’industria
almeno 150 miliardi di fondi UE.
Si aprono, dunque, nuove opportunità
per governo, regioni e imprese, gra-
zie ai fondi sopra menzionati a cui si
aggiunge l’aumento di capitale di 10
miliardi della BEI e del Fondo europeo
d’Investimenti che liberanuove risorse
per l’industria.
Sarà una visione che guarda al futuro,
inunottica sostenibile, prosegue Taja-
ni: “Non vecchie ciminiere inquinanti,
ma una produzione moderna, con in
primo piano qualità, sostenibilità e
nuove tecnologie. In un sistema dove
servizi, finanza e manifattura sono
indissolubilmente legati”.
Le Regioni del meridione potranno
‘approfittare’ di questi fondi strutturali,
ma anche quelle più industrializzate
missioni insostenibili, che risolveremo
il problema. Al contrario, così facendo,
incentiviamo la produzione dove non
ci sono regole, aggravando il proble-
ma. Con conseguente perdita occu-
pazionale e industriale, e la relativa
minore capacitàdi dare risposte tecno-
logiche alla riduzionedelle emissioni”.
La via da seguire è già delineata ed è
quella della green economy. Agli Stati
è poi chiesto di contribuire e di ‘fare
la loro parte’. Come è stato fatto per
i ritardi di pagamento, verrà chiesto
alle amministrazioni il rilascio delle
licenze in 30 giorni, l’avviamento di
un’impresa in tre giorni con 100 euro
e la riduzione dei tempi giudiziari.
E in questo ambito, l’Italia non è
certamente un buon esempio: “In
Italia, in particolare, serve una vera
rivoluzione nei rapporti Stato-impre-
se. Abbiamo la pressione fiscale su
aziende e lavoro più alta d’Europa.
Come dimostra, ad esempio, non
solo l’incapacità di pagare tutti i debiti
pregressi, ma perfino di conoscerne
l’ammontare”. Aggiungiamo che i
pagamenti da parte della pubblica
amministrazione alle imprese avven-
gono con una media di 170 giorni,
malgrado la direttivaUE in vigore fissi
un termine massimo di 30. Un altro
tema scottante è la giustizia civile, e-
stremamente lenta. “È indispensabile
un piano di riforme, a cominciare
da giustizia, P.A., lavoro e fisco,
con conseguente tagli e maggiore
efficienza della spesa”.
e innovative potranno usufruirne in
modo vantaggioso (Lombardia, E-
milia Romagna o Toscana) anche
sommando i fondi per la ricerca
a quelli regionali. Dove saran-
no indirizzate le risorse? La
Commissione propone di
concentrarle in aree con
forti potenzialità e ricadute
sulla competitività dell’in-
tero comparto industriale:
manifatturiero avanzato e
stampanti 3D, bio-economia,
nuovi materiali e tecnologie,
reti intelligenti, costruzioni so-
stenibili, così come tutto l’am-
bito cosiddetto ‘green’, dai veicoli
agli spazi verdi, senza accantonare
il turismo e la cultura che, aggiunge
Tajani: “Considero vere industrie da
modernizzare attraverso nuove tecno-
logie e formazione”. È poi in fase di
sviluppo un Erasmus per i lavoratori
con stage d’inserimento dei giovani
nelle imprese.
Il mercato interno
L’energia rimane il punto dolente per la
ripresadelmercatointerno.“Perridurre
i costi energetici - dice Tajani -, ormai
il triplo di quelli USA e il quadruplo
di quelli cinesi, dobbiamo anche ab-
bandonare l’approccio punivo dell’in-
dustria nella lotta ai cambiamenti cli-
matici. Siamo tutti in prima linea per
contrastare il surriscaldamento. Ma
non è certo facendo fuggire l’industria
con costi energetici e regole sulle e-