progettare 380
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MAGGIO
2014
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unitamente alla sicurezza sulla perfetta
compatibilità tra i due prodotti, proprio
grazie alla scelta di presentarsi come
costruttori sia per la pressa che per il
sistema di controllo. “Oltre alla massi-
maversatilità, il prezzocheproporremo
ci rende fortemente competitivi, per cui
crediamo che questo insieme di van-
taggi ci aprirà prospettive interessanti
in questa nicchia di mercato in rapido
sviluppo - continua -, che subirà una si-
cura accelerazione qualora i costruttori
dovessero trovare il modo per ridurre i
costi comunque ancora elevati connes-
si all’elevata sofisticazione tecnologica
di questo tipo di soluzione”.
Una svolta storica
La nuova pressa elettrica Alfamatic è
stata studiata per soddisfare i livelli di
automazione, precisione e ripetibilità
che sul mercato oggi richiedono stru-
menti più evoluti: la soluzione sfrutta
una vite speciale a rulli e satelliti, e a
differenza dei cilindri standard, pneu-
matici e idraulici, offre un controllo del
moto assoluto e versatile, in termini di
velocità, decelerazione, arresto e svi-
luppo di forze in un determinato punto,
consentendo decimo per decimo di
decidere cosa debba fare il cilindro. “Si
tratta sostanzialmente di un mandrino
chescorresuunavite - spiegaColombo
alla solidità della struttura la funziona-
lità, in quanto la parte superiore della
carenatura stessa serve alla protezione
delle cinghie e l’evacuazione del calore
prodotto dal motore elettrico.
Soluzioni in evoluzione
Flessibilitàe ricercadi nuove tecnologie
per migliorare le lavorazioni dei clienti
da sempre caratterizzano le evoluzioni
nell’offerta Alfamatic: una storia di salti
tecnologici, a partire dalla componenti-
stica pneumatica prodotta agli esordi,
all’introduzione a inizio anni 80 di unità
di potenza pneumo-idrauliche capaci
di superare i limiti delle lavorazioni
standard, combinando il meglio delle
caratteristiche dei sistemi pneumatici,
quali la pulizia, la velocità e la sicurezza
offerta dall’aria compressa, che esclu-
de la possibilità di esplosioni grazie
all’assenza di scintille, a quelle proprie
dell’olio idraulico, ovvero grandi forze
di spinta e moti fluidi privi del fenome-
no di avanzamento a scatti, che mal si
addice alle lavorazioni di precisione. A
metà anni 80 Alfamatic decide quindi
di passare dalla sola costruzione di
componenti alla produzione di presse
in proprio, aumentando le possibilità
applicative di questi strumenti grazie
all’impiego delle proprie unità di po-
tenza evolute, con forze di spinta fino
-,mossodaunmotore elettrico,ma con
una struttura alquanto solida, e dove
lo strumento di controllo Alfamatic,
opportunamente e ulteriormente rive-
duto emodificato, diventa il cuore della
pressa, il tutto studiato per mantenere
e proporre al mercato la stessa flessibi-
lità che da sempre offriamo. Abbiamo
inoltre scorporato il sistema di control-
lo dall’azionamento, per due motivi:
innanzitutto poter essere competitivi,
quindi per offriremaggiore libertà nella
scelta del fornitore dell’azionamento,
mentre le funzioni sono incluse nel
controllo per consentire massima fles-
sibilità, ad esempio per collegarlo a un
PLC o a un braccio robotizzato”. Per lo
sviluppo della nuova pressa elettrica,
che verrà proposta in due taglie e quat-
tro modelli con diverse forze di spinta,
da 5 e 10 t e da 1 e 2,5, Alfamatic si è
avvalsa anche della consulenza tecnica
di due professori di elettronica e mec-
canica, per assicurare la correttezza dei
calcoli strutturali e l’impiegodei compo-
nenti e dei metodi migliori sul mercato
volti ad assicurare il funzionamento
più armonico ed efficace possibile dei
componenti stessi. “Abbiamo inoltre
particolarmente curato l’estetica - dice
ancora l’export manager -, che nel de-
sign della carenatura riprende un con-
cetto di sapore motociclistico, unendo
La gamma delle presse manuali
della serie MOP (da 0,7 a 8 t di
forza di spinta) e un’indicazione
di come sia semplice utilizzarle
e quanto sia contenuta la forza
necessaria per innestare la corsa
di lavoro.