non è ancora un tema all’attenzione
del vertice. In quasi la metà delle
organizzazioni (il 46%) è in corso
un’analisi dei requisiti richiesti e
dei piani di attuazione possibili, ma
solo nel 9% è già in corso un pro-
getto strutturato di adeguamento
alla normativa. Solo in pochi casi
esiste un budget dedicato (nel 7%
con orizzonte pluriennale, nel 8%
con orizzonte annuale); nel 35% dei
casi sarà stanziato a breve, mentre
nel restante 50% non è presente
e non lo sarà neanche in futuro.
I cambiamenti organizzativi sono
ancora limitati: nel 12% dei casi
con la definizione di nuovi ruoli
oppure con l’identificazione di un
team di lavoro trasversale (9%); nel
34% dei casi non ci è ancora stato
alcun cambiamento, ma sarà attuato
nei prossimi 6 mesi; nel restante
45% non sono previste modifiche
in futuro. Tra le principali azioni
già avviate dalle organizzazioni vi
sono l’assessment sui rischi privacy
(42%), il coinvolgimento di consu-
lenti esterni (39%), la definizione di
responsabilità e owner di processo
(26%), azioni informative verso Bo-
ard e Top Management (25%), revi-
sione profonda degli attuali sistemi
di IT security (22%), ricerche e corsi
di formazione (20%), definizione di
nuovi processi decisionali e com-
portamentali (12%).
@lurossi_71
delle aziende, sfruttando il tempo a
disposizione per compiere tutte le
analisi necessarie, per non giungere
impreparati alla scadenza prefissa-
ta, evitando il rischio di commettere
un illecito ed essere sanzionati da
un’autorità amministrativa”: l’allar-
me lo lancia Gabriele Faggioli, re-
sponsabile scientifico dell’Osserva-
torio Information Security & Privacy
del Politecnico di Milano.
Il regolamento europeo è stato ap-
provato in via definitiva il 14 aprile
2016 e pubblicato il 4 maggio 2016
sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione
Europea. Il Gdpr è già realtà per gli
Stati membri, ma si applicherà do-
po due anni dalla data dell’entrata
in vigore, in modo che i soggetti
destinatari possano compiere tutte
le azioni necessarie per mettersi in
regola. Cosa stanno facendo le azien-
de italiane? L’Osservatorio Security
& Privacy del Politecnico di Milano
ha svolto una ricerca tra settembre
e novembre 2016 su come le im-
prese si stanno organizzando per
adempiere agli obblighi derivanti
dall’applicazione del General Data
Protection Regulation, indagando la
consapevolezza sulla normativa, il
budget dedicato alle azioni, i cambia-
menti organizzativi in atto e le azioni
effettivamente realizzate.
I dati della ricerca
“La ricerca mostra uno scenario
ancora in divenire - rileva Alessan-
dro Piva, direttore dell’Osservatorio
Security & Privacy del Politecnico di
Milano -: le imprese italiane stan-
no progressivamente prendendo
confidenza delle implicazioni della
nuova regolamentazione sulla pro-
tezione dei dati personali, ma la
regolamentazione è ancora perce-
pita perlopiù come un questione di
carattere legale, di cui si conoscono
in modo ancora poco chiaro le im-
plicazioni concrete per le soluzioni
di information security. È necessaria
un’accelerazione per non farsi tro-
vare impreparati alla scadenza del
prossimo anno”. Dalla ricerca risulta
che la consapevolezza delle imprese
sul Gdpr è ancora limitata: per il
23% del campione le implicazioni
non sono note in dettaglio nell’or-
ganizzazione, per il 22% sono note
solo nelle funzioni specialistiche, ma
progettare
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APRILE
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