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ness plan, avremoun ratingda parte di

una società specializzata e inizieremo

con l’analisi degli aspetti legali per la

stesura dei contratti”.Tra gli oltre mille

associati Anima, spiega Galloso, “ab-

biamogià fattouno screeningedi que-

sti, almeno 300, hanno i pre-requisiti

finanziari per partecipare all’iniziativa.

Oggi siamo nella fase di ricerca dei

progetti per faremassa critica e partire

con il vero e proprio progetto. Ritengo

che entro cinque o sei mesi saremo in

grado di avere un numero sufficiente

di società pronte a partire”. Un po’ di

storia e un occhio per capire quale

sarà l’evoluzione per questo e per il

prossimo anno. Per quanto riguarda

gli investitori che hanno sottoscritto i

mini-bonddi taglia inferiore a 50milio-

ni di euro, il 2016 ha visto confermato

il ruolo importante dei fondi chiusi di

private debt (con investimenti pari al

31% del totale rispetto al campione

coperto) ma anche il buon aumento

delle risorse investite dai fondi esteri,

con una quota del 28%. Cala invece il

ruolo delle banche nazionali mentre

si mantiene stabile il contributo delle

assicurazioni. Per il 2017, le aspettative,

finora confermate, sonodi nuovoquel-

le di una crescita in linea con i dati del

biennio passato. Ancora in gran parte

inesplorate sono le potenzialità riferite

agli ambiti delle cartolarizzazioni dei

mini-bond e dei project-bond.

@Stefano_Belviol

società intermediaria che a sua volta si

finanzierà spostandosi sul mercato e

collocando delle obbligazioni di taglio

più importante”, spiega Giancarlo Giu-

dici, professore associato di Finanza

aziendale al Politecnico di Milano-DIG

School of Management. E per le im-

prese, il vantaggio non è solo quello

di trovare un fondo a costi ridotti, dato

che il finanziamento singolo fa parte

di una massa molto più consistente

di progetti, ma vi è anche il beneficio

che il finanziamento stesso non sarà

soggetto a revoca e non sarà richiesta

alcuna garanzia reale, nessun asset

immobiliare in pegno e, soprattutto,

spiega Galloso, “le aziende che hanno

aderitoal progettonon rispondonoper

il mancato versamento o insolvenza

da parte di un’altra società del gruppo,

quindi nessuna responsabilità legale

delle imprese per inadempienze di al-

tre realtà che fannoparte del progetto”.

Il piano piace agli investitori esteri

Giudici torna sull’argomento sottoline-

ando come la creazione di gruppi di

società che sincronizzino le esigenze

di finanziamento dia il via a un piano

finanziario talmente interessante che

diventi più appetibile non solo per

gli investitori italiani ma anche per

quelli esteri e, allo stesso tempo, si

alzi una sorta di co-garanzie tra istitu-

zioni europee che aiutino a ridurre il

rischio per gli investitori stessi. Anima

è la regista di questo progetto e con

il Politecnico di Milano ha dato il via

a questa iniziativa/opportunità per le

imprese, ma non finisce qui. Giudici

fa sapere che “organizzeremo incontri

settoriali per classi omogenee impren-

ditoriali come per esempio, i settori

della rubinetteria, delle pompe, degli

impianti di verniciatura, per spiegare

loro come cogliere queste opportunità

e, una volta raccolto un numero suf-

ficiente di imprese interessate, sane

e con progetti interessanti in ambito

industria 4.0, le supporteremo fino al

collocamento dei Mini Bond. In primo

luogo analizzeremo che il bilancio sia

certificato, poi realizzeremo un busi-

progettare

405

APRILE

2017

41

A sinistra Giancarlo Giudici, professore associato di Finanza aziendale al Politecnico di Milano-DIG School

of Management. A destra Paolo Galloso, responsabile dell’Ufficio Studi di Anima.