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SCENARI

e ottone, senza una vera ragione se

non il fatto che tradizionalmente so-

no sempre stati fatti in quel modo”.

Questo approccio molto conser-

vativo tocca anche settori che do-

vrebbero essere più recettivi alle

innovazioni tecnologiche, come ad

esempio l’Automotive “dove ci si

scontra con capitolati ereditati da

lunghi decenni e che impongono

l’impiego di altri materiali senza un

vero motivo”, indica il presidente.

Sostituendo, ad esempio, tutte le

lamiere in acciaio con l’alluminio

si potrebbe alleggerire un veicolo

di centinaia di chilogrammi di pe-

so, riducendo non solo i consumi

di carburante ma anche l’usura di

freni e frizione. Senza contare che,

a fine vita, il rottame di alluminio è

riutilizzabile all’infinito, e vale fino

a 10 volte quello ferroso. “Non è

nemmeno una differenza di costo

superiore - spiega Gnutti - poiché

sostituire l’acciaio con l’alluminio

in un’auto da 10 mila euro compor-

terebbe un aumento nella materia

prima di soli 100 euro al consuma-

tore”. Altro discorso sono invece i

costi industriali della conversione

all’alluminio della catena produtti-

va. “Esistono però catene di mon-

taggio e tornitori che lavorano già

anche l’alluminio, accanto ad altri

materiali - continua il presidente -.

Laddove la scelta non sia dettata da

capitolati vincolanti, ci stiamo impe-

gnando per andare a proporre l’uso

dell’alluminio facendo da consulenti

ai clienti finali e spingendo anche

i tornitori a proporre componenti

realizzati in alluminio ai loro com-

mittenti, per far scoprire loro tutti i

vantaggi offerti dalle nostre leghe”.

Un riferimento mondiale

Attiva fin dal 1947 nel settore metal-

lurgico, dal 1968 la famiglia Gnutti

ha dato vita alla Eural Gnutti. L’a-

zienda bresciana è cresciuta negli

anni fino a diventare oggi uno dei

riferimenti al mondo nella produ-

zione di semilavorati in alluminio:

le barre in leghe di alluminio rap-

presentano l’80-85% della sua pro-

duzione mentre profilati in lega di

alluminio si ritagliano il restante

15-20%. “Per garantire costante-

mente nel tempo prodotti di alto

livello qualitativo, e soprattutto

riconosciuti unanimemente, Eural

Gnutti da sempre ha fatto la scelta

di produrre interamente in Italia

- spiega il presidente -. Abbiamo

due siti produttivi, entrambi nella

provincia di Brescia: la fonderia

di Pontevico che utilizza le più re-

centi tecnologie di fusione e di

colata, e lo stabilimento di Rovato

per la produzione di semilavorati

che adotta una tecnologia di estru-

sione all’avanguardia integrata da

successive lavorazioni a freddo, le

trafilature, con trattamenti termici

molto sofisticati”.

Eural Gnutti produce ben 19 tipo-

logie di leghe di alluminio, cia-

scuna delle quali offre specifiche

e differenti caratteristiche. Grazie

all’esperienza maturata da sem-

pre, l’azienda si affianca al cliente

nella selezione del materiale più

adatto per l’applicazione richiesta.

Inoltre, in un dettagliato catalogo

sono minuziosamente indicate -

lega per lega - tutte le proprietà

e i requisiti tecnici. Un know-how

di competenze e conoscenze delle

diverse tipologie di leghe di allumi-

Delle barre trafilate e una pressa di estrusione inversa da 5.500 t.

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progettare

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APRILE

2017