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settori dell’Automotive, dove pure

ha margini di crescita enormi, e

dell’Aerospace, utilizzato proprio in

virtù della sua leggerezza nella re-

alizzazione di aerei, come il Jumbo

per la cui costruzione viene impie-

gata la lega Ergal (alluminio 7075).

“Una delle difficoltà maggiori nel-

le quali ci imbattiamo è la scarsa

cultura dell’alluminio diffusa sul

mercato - continua il presidente

Gnutti -: per una sorta di inerzia, una

quantità di oggetti e applicazioni

vengono ancora oggi realizzati in

altri materiali, come leghe ferrose

L’alluminio è il metallo attualmente

più diffuso in natura, ma questo

non basta a farlo diventare anche il

più utilizzato. Almeno per ora. “La

sua grandissima potenzialità di im-

piego nell’industria è ancora oggi

scarsamente conosciuta e sfruttata,

a causa spesso di una scarsa cultura

verso le sue qualità”: esordisce così

Sergio Gnutti, presidente di Eural

Gnutti, azienda che da quasi mezzo

secolo opera nella produzione di

semilavorati in alluminio ed è ormai

riconosciuta nel mondo come uno

dei punti di riferimento del com-

parto per la qualità e l’innovazione

tecnologica. Che l’alluminio abbia

un enorme potenziale inespresso

lo indicano anche le sue peculiarità:

oltre alla leggerezza, le proprietà che

lo rendono interessante per le più

disparate applicazioni industriali so-

no le sue caratteristiche meccaniche

come pure la migliore lavorabilità

rispetto a un materiale pregiato ma

costoso come può essere il titanio.

Un gap culturale

Subito dopo la fine della seconda

guerra mondiale, l’alluminio era un

materiale cosidetto di nicchia, ossia

poco utilizzato se non nell’industria

civile. Con il boom dell’edilizia, si

iniziò a produrre serramenti in allu-

minio. Oggi l’alluminio è il secondo

metallo per impiego subito dopo

i materiali ferrosi: ciononostante

non si è ancora arrivati a sfruttarne

nemmeno il 25% del suo potenziale

applicativo. Il settore che maggior-

mente oggi fa utilizzo di alluminio,

in forma di laminati, è quello del

Beverage con un consumo di circa

15 milioni di tonnellate l’anno su

una produzione totale di 50 milio-

ni di tonnellate. Questo materiale

trova anche grande impiego nei

progettare

405

APRILE

2017

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Certificazione Aerospace

e lega senza piombo

Due le recenti novità in Casa Eural Gnutti, a testimonianza dell’eccelso livello innovativo

dell’azienda. Il dipartimento R&D ha sviluppato negli ultimi due anni la versione senza

piombo della lega 6026, su richiesta del mercato e delle normative della Comunità Europea

che tra pochi anni imporranno per molte applicazioni l’uso di materiali senza piombo. Messa

a punto e ottimizzata con i riscontri positivi dei clienti, la nuova 6026 LF è già pronta per

essere proposta al mercato.

Dal 26 dicembre scorso, inoltre, Eural Gnutti ha ottenuto la certificazione Qualità Aerospaziale

e Difesa EN 9100:2009 per le barre trafilate ed estruse in leghe di alluminio. Questa nuova

e recente certificazione permette a Eural Gnutti di inserire tra le proprie referenze anche

clienti come Boeing, già servita in passato, ma anche di potenziare il marketing del brand

italiano nei mercati globali offrendo standard qualitativi ancora più elevati.

Nella foto a sinistra: Sergio Gnutti, presidente di Eural Gnutti. Nella foto a destra: sopra, la fabbrica di estrusione a Rovato; sotto, fonderia di Pontevico.