progettare
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ottobre
2015
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riprogettato per renderlo più fruibile
e davvero leggero. Il mio prototipo
è stato realizzato con alluminio Ergal
pieno (Ergal è una lega di alluminio
che si contraddistingue per un’ottima
resistenza meccanica ma maggiore
suscettibilità agli agenti corrosivi, a
causa della presenza dello zinco,
n-
dr
), mentre abbiamo riprogettato il
tutto con una nuova tecnologia e un
alluminio tubolare che rende, effetti-
vamente, la bici più leggera”. L’idea
di una bicicletta pieghevole ha impe-
gnato numerosi studi, incentrati sulla
riduzione dei pesi e degli ingombri
che hanno portato, però, a realizzare
biciclette con dimensioni eccessiva-
mente piccole.
della relativa manifestazione, indetta
dallo stesso ministro.
Come nasce l’idea?
“L’idea mi è arrivata guardando un
bambino che inseguiva una ruota fa-
cendola ruotare semplicemente con
un bastoncino e dà li ho capito che
potevo estendere questa idea alla bi-
cicletta - racconta Gianluca Sada -.
Grazie ai miei studi di ingegneria,
questa idea è diventata poi oggetto
di tesi di laurea, riscontrando dopo
un iniziale scetticismo da parte del
mio professore di tesi il suo favore,
una volta spiegato esattamente cosa
sarebbe nato e come avrei fatto a rea-
lizzarla. Dopo lediversemanifestazioni
di interesse, la laurea, il brevetto e i
riconoscimenti ho pensato che avrei
potuto sfruttare questa idea anche a
livelloeconomicoehopensatoa come
promuoverla”.
Il seguito della ‘storia’ è facilmente
intuibile: tante porte in faccia, tanti no
e tanti ‘le faremo sapere’,maSadanon
si è arreso perché sapeva che in quel
prototipo, che passa dalle dimensioni
di un ombrello comune a quelle di una
normale bicicletta da strada con ruote
da 26 pollici, un pizzico di interesse
verso qualcuno lo avrebbe suscitato.
Sada racconta di aver bussato alla
porte di molte aziende produttrici di
biciclette ma anche a molte aziende
della moda e del design, poi, grazie
all’incubatore Imprese innovative del
Politecnico di Torino ha incontrato
Giovanni Tonno, ceo di Fomt (Fonde-
rie officine meccaniche torinesi), che
è diventato socio di Sada. “Grazie a
Tonno abbiamo dato vita alla startup
che oggi è incubata presso l’incubato-
re del Politecnico di Torino. La Sada
Bikepiace, hapreso forma, hagià visto
l’interesse da parte di molti media e
ora che abbiamo avuto questo riscon-
tro, il progetto stiamo per metterlo in
produzione. Entro la fine dell’anno
sarà in vendita. Il prototipo è stato
Tra le pieghe… della bicicletta
Le ruote prive di raggi, il minimo ingombro in chiusura, il sistema di piegatura con un solo
movimento, il packaging utilizzabile anche come zaino contenitore, sono le innovazioni di
questo elaborato. Il punto di partenza di questa ricerca è rappresentato dallo studio dello
stato dell’arte che parte da una panoramica sulla mobilità individuale urbana, per giungere,
poi, alla bicicletta pieghevole. Si è adottato un sistema di ancoraggio delle ruote composto
da piccole rotelle supportate dal telaio e da specifici dispositivi di serraggio rapido. Esse
permettono di piegare la bicicletta in modo semplice e veloce, così da renderla trasportabile
come bagaglio in un comune mezzo di trasporto. Sono state investigate le caratteristiche
dei componenti sia del telaio sia dei cerchi ruota, ed è stato analizzato il comportamento
degli stessi durante l’applicazione dei carichi (analisi di interferenze e FEM). In conclusione
il progetto può aprire la strada ad un nuovo sistema di mobilità fuori dai classici schemi,
ampiamente fruibile e facilmente trasportabile. Lo stile personale e l’estrema versatilità di
utilizzo danno dinamicità alla tradizionale bicicletta, oggetto sempre più richiesto in un’era
ecosostenibile.




