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progettare

393

ottobre

2015

47

riprogettato per renderlo più fruibile

e davvero leggero. Il mio prototipo

è stato realizzato con alluminio Ergal

pieno (Ergal è una lega di alluminio

che si contraddistingue per un’ottima

resistenza meccanica ma maggiore

suscettibilità agli agenti corrosivi, a

causa della presenza dello zinco,

n-

dr

), mentre abbiamo riprogettato il

tutto con una nuova tecnologia e un

alluminio tubolare che rende, effetti-

vamente, la bici più leggera”. L’idea

di una bicicletta pieghevole ha impe-

gnato numerosi studi, incentrati sulla

riduzione dei pesi e degli ingombri

che hanno portato, però, a realizzare

biciclette con dimensioni eccessiva-

mente piccole.

della relativa manifestazione, indetta

dallo stesso ministro.

Come nasce l’idea?

“L’idea mi è arrivata guardando un

bambino che inseguiva una ruota fa-

cendola ruotare semplicemente con

un bastoncino e dà li ho capito che

potevo estendere questa idea alla bi-

cicletta - racconta Gianluca Sada -.

Grazie ai miei studi di ingegneria,

questa idea è diventata poi oggetto

di tesi di laurea, riscontrando dopo

un iniziale scetticismo da parte del

mio professore di tesi il suo favore,

una volta spiegato esattamente cosa

sarebbe nato e come avrei fatto a rea-

lizzarla. Dopo lediversemanifestazioni

di interesse, la laurea, il brevetto e i

riconoscimenti ho pensato che avrei

potuto sfruttare questa idea anche a

livelloeconomicoehopensatoa come

promuoverla”.

Il seguito della ‘storia’ è facilmente

intuibile: tante porte in faccia, tanti no

e tanti ‘le faremo sapere’,maSadanon

si è arreso perché sapeva che in quel

prototipo, che passa dalle dimensioni

di un ombrello comune a quelle di una

normale bicicletta da strada con ruote

da 26 pollici, un pizzico di interesse

verso qualcuno lo avrebbe suscitato.

Sada racconta di aver bussato alla

porte di molte aziende produttrici di

biciclette ma anche a molte aziende

della moda e del design, poi, grazie

all’incubatore Imprese innovative del

Politecnico di Torino ha incontrato

Giovanni Tonno, ceo di Fomt (Fonde-

rie officine meccaniche torinesi), che

è diventato socio di Sada. “Grazie a

Tonno abbiamo dato vita alla startup

che oggi è incubata presso l’incubato-

re del Politecnico di Torino. La Sada

Bikepiace, hapreso forma, hagià visto

l’interesse da parte di molti media e

ora che abbiamo avuto questo riscon-

tro, il progetto stiamo per metterlo in

produzione. Entro la fine dell’anno

sarà in vendita. Il prototipo è stato

Tra le pieghe… della bicicletta

Le ruote prive di raggi, il minimo ingombro in chiusura, il sistema di piegatura con un solo

movimento, il packaging utilizzabile anche come zaino contenitore, sono le innovazioni di

questo elaborato. Il punto di partenza di questa ricerca è rappresentato dallo studio dello

stato dell’arte che parte da una panoramica sulla mobilità individuale urbana, per giungere,

poi, alla bicicletta pieghevole. Si è adottato un sistema di ancoraggio delle ruote composto

da piccole rotelle supportate dal telaio e da specifici dispositivi di serraggio rapido. Esse

permettono di piegare la bicicletta in modo semplice e veloce, così da renderla trasportabile

come bagaglio in un comune mezzo di trasporto. Sono state investigate le caratteristiche

dei componenti sia del telaio sia dei cerchi ruota, ed è stato analizzato il comportamento

degli stessi durante l’applicazione dei carichi (analisi di interferenze e FEM). In conclusione

il progetto può aprire la strada ad un nuovo sistema di mobilità fuori dai classici schemi,

ampiamente fruibile e facilmente trasportabile. Lo stile personale e l’estrema versatilità di

utilizzo danno dinamicità alla tradizionale bicicletta, oggetto sempre più richiesto in un’era

ecosostenibile.