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Scenari

48

progettare

393

ottobre

2015

Un progetto italiano

La bici senza raggi può diventare un

trolley. Sada ha svelato che la biciclet-

ta, una volta divincolati i cerchi e con

un solo movimento, tutta la struttura

ruota attorno al fulcro centrale e si pie-

ga come un ombrello. “Il vantaggio

è che una volta chiusa e senza raggi,

la bicicletta può essere inserita in un

apposito zaino, che può diventare

un trolley grazie alle ruote della bici

stessa che potrà contenere anche altri

oggetti come per esempio un libro, il

Queste dispongono di telaio e ruote

di dimensioni ridotte, a discapito della

stabilità, per privilegiare la compattez-

za e la portabilità durante il trasporto.

Leminime dimensioni del telaio, infat-

ti, penalizzano la posizione del ciclista

durante la guida e le ridotte dimensio-

ni delle ruote risentono molto delle

variazioni del terreno.

D’altro canto, le biciclette tradizionali,

evitano questi problemi, ma il telaio

rigido le rende poco flessibili durante

il trasporto nei mezzi pubblici.

Cinque punti forti del progetto

Bicicletta Hubless: la bicicletta oltre a

un design innovativo, ha il comfort e

l’ergonomia di seduta di una citybike

con ruote da 26”, ma una volta pie-

gata, il suo ingombro (considerando

anche le ruote) è notevolmente infe-

riore alle bici pieghevoli convenzio-

nali che normalmente utilizzano ruote

molto più piccole da 16” o 20”. Bici-

cletta Hubless Pieghevole: il sistema di

piegatura presenta un fulcro centrale

intorno al quale ruotano le parti an-

teriori e posteriori della struttura e

permette di chiudere tutto il telaio,

in modo così compatto, da avere

un ingombro simile ad un ombrello.

Bicicletta Hubless Pieghevole con un

solo movimento: tutta la bicicletta

è facilmente chiudibile, una volta

divincolato il cerchio anteriore, con

un solo movimento. Portando avanti

l’asse sellino, la bicicletta si piega

automaticamente in pochi secondi

grazie ad un sistema di guide e ruote

dentate. Bicicletta Hubless Pieghevole

con un solo movimento e trasporta-

bile in spalla: la compattezza della

bicicletta, una volta chiusa, permette

il suo trasporto in un comodo zaino

monospalla appositamente studiato,

dove i cerchi della bicicletta fanno da struttura e all’interno, grazie allo spazio vuoto per

l’assenza di raggi, può essere riempito e utilizzato per riporre il pc o libri. Bicicletta Hubless

Pieghevole con un solo movimento e trasportabile in spalla e come trolley.

Pc”, spiega Sada. In conclusione, il

progetto può aprire la strada ad un

nuovo sistema di mobilità fuori dai

classici schemi, ampiamente fruibile e

facilmente trasportabile. Lo stile per-

sonale e l’estrema versatilità di utilizzo

danno dinamicità alla tradizionale bi-

cicletta, oggetto sempre più richiesto

in un’era ecosostenibile. Il mercato

europeo delle biciclette è di circa 20

milioni di unità con Germania, Gran

Bretagna e Francia con quantità supe-

riori ai 3 milioni ciascuno. Il segmento

delle citybike varia dal 60% in Olanda

a circa il 30% di Italia e Germania sino

al 10% della Francia.

Le aziende si sono scontrate con il

fattore Made in Italy, considerato un

puntodi forzadel nostro comparto,ma

anche un fattore di debolezza laddove

il nostro sistema Paese non favorisca

lo sviluppo dello stesso Made in Italy:

si pensi per esempio alla burocrazia,

all’imposizione fiscale, alla concor-

renza interna ed estera, ai tassi di

cambio. Sada ha spiegato che il suo

progetto, nato in Italia doveva restare

italiano. “Si, ho ricevuto delle propo-

ste di acquisto del brevetto dall’estero

- ammette il giovane ingegnere - mi

ha corteggiato la Cina, la Germania, il

Brasilema non ho voluto che il proget-

to andasse fuori dal Paese e ho fatto

di tutto affinché mi notassero in Italia:

da nord a sud bussando e facendo in

modo che si accorgessero della mia

idea. E così è stato. Ho avuto fortuna

e un socio-imprenditore che mi ha

sostenuto”.

Ma Sada non trascura di puntare l’at-

tenzione su ciò che servirebbe oggi in

Italiaper funzionaremeglioe,memore

della sua esperienza, ci racconta cosa,

secondo lui, si dovrebbe fare: agevo-

lazioni alle aziende che investono in

innovazione e in giovani per esempio

detassando chi assume o investe in

innovazione e sviluppa il progetto

in Italia.

@Stefano_Belviol