Progettare_376 - page 63

MACCHINE AGRICOLE
DOSSIER
progettare 376
NOVEMBRE
/
DICEMBRE
2013
63
Nuovi materiali per vecchi problemi
La scienza dei materiali sta vivendo una
nuova primavera grazie alle ‘strane’ pro-
prietà di alcune sostanze e alle caratte-
ristiche dei ricoprimenti nanostrutturati.
Da tempo le nanotecnologie solleticano
la fantasia dei ricercatori e di chi ama
dipingere scenari fantascientifici, ma in
alcuni settori siamo passati dalla pura
speculazione teorica, alla dimostrazione
in laboratorio all’applicazione pratica.
E molto deve ancora essere visto. Ma-
teriali autoriparanti potrebbero essere
adottati per le tubazioni più esposte ai
danneggiamenti in agricoltura (e non
solo per vernici come già avviene nel
settore automobilistico), e rivestimenti
superficiali autopulenti, superidrofobici
o superidrofilici per isolvere il problema
della visibilità e dell’operatività di alcune
attrezzature in ambienti particolarmente
‘sporchi’.Inalcunicasipotrebberoessere
impiegati per migliorare caratteristiche
fluidodinamiche nella trasmissione di
potenza a bordomacchina. Rivestimenti
organici concaratteristiche fotovoltaiche
potrebberocontribuirealrisparmioener-
getico generando una parte dell’energia
necessariaallamacchinaper funzionare.
Utopia? No, tutte quelle indicate non
sono illusioni basate sui primi risultati
di alcuni esperimenti di laboratorio, ma
progetti reali che stanno raggiungendo
la fase prototipale, e che prima o poi
vedremo nelle nostre macchine.
Le prospettive indicate appartengono
tutte a quel filone ingegneristico che
va sotto il nome di biomimica, in cui si
cerca di fare in modo che la tecnologia
riesca ad emulare i comportamenti più
curiosi della natura. È così per l’idro-
fobicità della foglia di loto, come per
l’autoriparabilità dei tessuti cutanei oper
la fotovoltaicitàorganica. Stimolantema
non unico. Nuovi materiali, in generale
a base polimerica caricata con fibre di
varia natura, mostrano proprietà mec-
caniche eccellenti, elevata stabilità ter-
mica e resistenza alla corrosione. La loro
applicazione come elementi strutturali
offre grandi possibilità per migliorare la
distribuzione dei pesi nelle macchine, e
per riuscire a generare strutture di prote-
zione in caso di ribaltamento o di caduta
di oggetti di nuova concezione, leggere
e resistenti, che consentano anche di
superare l’ormai annoso problema della
difficile convivenza di strutture di prote-
zione abbattibili con l’elevata semplicità
di loro dispiegamento, eventualmente
anche automatico. Poi, perchéno, potre-
mo anche prima o poi vederli applicati
nell’oleodinamica di potenza.
Sicurezza non solo passiva
Molto si sente dire e si scrive sulla sicu-
rezza, soprattutto con la pubblicazione
delle normative specifiche che in questi
ultimi anni tentanodi coprire lenecessità
nate con l’avvento di sistemi elettronici
evoluti, che fanno pensare a macchine
completamenteautonome. Sedal punto
di vista delle strutture di protezione le
aziende sono tutte allo stato dell’arte,
altrettantononsipuòdireperlasicurezza
Effetto di superidrofobicità su una foglia di loto. La
nanostrutturazione della superficie consente
il fenomeno.
Materiale autoriparante. A fronte di un danneggiamento
vengono rilasciate sostanze incluse in microcapsule che
riparano la superficie.
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