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MACCHINE AGRICOLE
DOSSIER
progettare 376
NOVEMBRE
/
DICEMBRE
2013
67
cesso di vendite. L’azienda dispone
di centinaia di punti vendita in Italia
ed è presente in oltre 40 Paesi del
mondo, con filiali come già segnala-
to in Francia mentre negli Stati Uniti
e in Germania l’azienda è presente
con un servizio post-vendita e con
depositi sia per macchine nuove che
per i ricambi.
Esperienza e mercato
In Ferri lo sviluppo di nuove soluzio-
ni nasce non solo da una profonda
conoscenza del prodotto e del suo
utilizzo, ma anche dai suggerimenti
degli utilizzatori. “Le richieste dei no-
stri clienti - ha esordito Peter Stocco,
responsabile della progettazione in
Ferri - sono una fonte preziosa di in-
formazioni. Su richiesta attrezziamo
il trattore con la macchina decespu-
gliatrice secondo le singole esigen-
ze. Telai, bracci di sostentamento e
rotori sono realizzati internamente
nel reparto di carpenteria”. Si tratta
di una recente area produt-
tiva di oltre 2.000 m
2
coperti, due linee
principali di salda-
tura, stazione robot
antropomorfi a sei
assi con due posta-
zioni, torni CNC e
due equilibratri-
ci elettro-
niche
per
alberi portacoltelli.
Quali sono allora i parametri più
importanti nella progettazione di
una macchina decespugliatrice? È
Stocco che risponde: “Non c’è un
unica formula per questa tipologia di
prodotti. Dipende dall’utilizzo della
macchina se è più o meno intensivo.
Una decespugliatrice professionale,
che dovrà lavorare molte ore al gior-
no in terreni difficili, è dimensionata
in modo decisamente differente ri-
spetto a un sistema con un tempo di
utilizzo saltuario. Invece, un aspetto
comune è ideare e sviluppare nuovi
prodotti. È la strategia fondamentale
per continuare a crescere nel lungo
periodo. Non possiamo, dunque,
limitarci a una strategia limitata alla
domanda attuale”. Ecco allora l’ul-
tima realizzazione targata Ferri.
Macchina con radiocomando
Invece delle classiche decespu-
gliatrici montate su bracci e
trasportate da trattori, Ferri ha
realizzato una macchina svin-
colata dal mezzo agricolo nel
suo funzionamento in quan-
to radiocomandata. “Si tratta
della nuova trinciatrice iCut4 -
ha detto Stocco -. Essa garanti-
sce lamassima affidabilità nelle
situazioni più critiche e difficili
assicurando sempre aderenza e
trazione ottimali. È ideale per
la manutenzione di argini e
scarpate con forte inclina-
zione, aeroporti, impianti
sportivi, parchi e scuole.
È adatta quando la sicu-
rezza dell’operatore
è posta a rischio
nell’utilizza-
re i mezzi tradizionali. Il radiocoman-
do di controllo è ideale a una distanza
di circa 20-30m, ma il funzionamento
è stato provato fino a 150 m”.
Il sistema oleoidraulico è dotato
di due pompe a pistoni a portata
variabile Casappa, con distributore
flow-sharing. Una delle due pom-
pe comanda l’utensile per trinciare
mentre l’altra alimenta motori a dop-
pia velocità per la movimentazione
del mezzo. Le pompe sono collegate
direttamente all’albero del motore
Pompe a pistoni
La compattezza, il contenimento delle
emissioni sonore, gli alti rendimenti volu-
metrici, l’affidabilità e la lunga vita di
lavoro sono i punti di forza della nuova
serie di pompe a pistoni MVP di Casappa.
Vediamo qui di seguito alcune caratteris-
tiche fornite dal costruttore: cilindrate da
28 a 84,7 cm³/giro; pressione massima
di picco fino a 350 bar; velocità mas-
sima fino a 3.500 giri/min; lunga vita di
lavoro; basso livello di emissione sonora;
funzionamento con carichi radiali e as-
siali sull’albero; combinazioni multiple;
limitatore di cilindrata minima e massima;
regolatore di portata e pressione (load
sensing); regolatore di potenza; controlli
elettroidraulici; controlli elettronici.
Peter Stocco, responsabile
della progettazione in Ferri.
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