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fluidotecnica

414

MAGGIO

2018

PNEUMATICA

“Serve una quantità di aria compres-

sa impressionante per far funzionare

uno stabilimento come il nostro, che

gestisce tutte le fasi produzione di

un casco: qui entrano i granuli di

plastica ed escono i caschi indossati

dai piloti di MotoGP e Superbike del

calibro di Casey Stoner” racconta

Alberto Corna, technology manager

di Nolangroup.

La produzione di caschi

Nolangroup ha il suo quartier genera-

le a Brembate di Sopra dove, nel 1972,

è nata dall’intuizione di Lander Nocchi

di impiegare per la produzione dei

caschi da motociclista il Lexan (Lexan

è un marchio registrato di Sabic), un

materiale plastico innovativo che la

Nasa aveva da poco reso accessibile

anche per usi civili. L’intuizione si ri-

Nolan ha prodotto più di 30milioni di caschi nello storico stabilimento di Brembate di Sopra,

in provincia di Bergamo. Qui sono installati i compressori Mattei per gestire le varie fasi

produttive

GIORDANO PROVERBIO

Aria

nuova

per il casco

velò corretta, tanto che oggi il Gruppo

fattura 40 milioni di euro, conta 370

dipendenti e si estende su un’area di

30.000 m

2

, dove ogni anno si realizza-

no 400.000 caschi.Tutta la produzione

resta concentrata nello stabilimento

in provincia di Bergamo. “Siamo una

realtà in controtendenza. In Italia ab-

biamo il ciclo produttivo sia dei caschi

in policarbonato a marchi Nolan e

Grex, sia di quelli in fibre composi-

te, a marchio X-lite; c’è poi N-Com,

dedicata ai sistemi di comunicazione

personalizzati tra i caschi - continua

Corna -. Questa scelta risponde, tra

le altre, all’esigenza di valorizzare il

Made in Italy come sinonimo di qua-

lità e di affidabilità. I nostri caschi

sono, infatti, garantiti cinque anni dal

momento dell’acquisto, per qualsiasi

difetto di materiale o fabbricazione”.

Italiana è anche la tecnologia dei

compressori che alimentano tutti i

dispositivi pneumatici del processo

produttivo dei caschi Nolangroup. “I

compressori Mattei hanno trovato

presso Nolangroup pane per i loro

denti - afferma Corna -. Curando tutto

qui, dalla progettazione all’omologa-

zione, l’aria compressa ci serve per

un’infinità di applicazioni. Quella più

dispendiosa in termini di richiesta di

aria, è l’espulsione del pezzo dallo

stampo durante lo stampaggio del

polistirolo: per non danneggiare un

materiale così delicato, usiamo solo

la forza data dall’aria compressa per

compiere questa operazione. Anche

la fase di stampaggio a iniezione in

policarbonato è molto intensa con

cicli di lavoro che si svolgono 24 ore

su 24 per sei giorni alla settimana”.