rincorrerlo. “Il motivo per il quale vi
abbiamo riunito qui oggi non è ven-
dervi il nostro prodotto, perché l’avete
già acquistato - ha detto Casazza -. La
nostra raccomandazione è di utilizzare
gli strumenti Eplan al massimo delle
loro possibilità, per standardizzare e
integrare finalmente anche i dati mec-
catronici nel processo di progettazione
multidisciplinare integrata della vostra
azienda”.
Approccio condiviso
Con questo approccio tutte le aziende
possono perseguire obiettivi ambiziosi
di standardizzazione dei progetti e dei
componenti, integrando laprogettazio-
ne della parte elettrica e dell’automa-
zione non solo con il CAD, ma anche
con il mondo PLM ed ERP, per arrivare
a pratiche di Virtual Commissioning,
cioè la messa in funzione virtuale di
una macchina o un intero impianto,
simulandone il funzionamento reale
prima ancora di cominciarne la co-
struzione o addirittura acquistare i
componenti necessari. “Gli strumenti
a vostra disposizione hanno tutte le
potenzialitàe le funzionalitànecessarie,
ma la tecnologia da sola non basta - ha
concluso Casazza -. Sono le persone e
le metodologie a fare la differenza. La
standardizzazione e l’integrazione dei
datimeccatronici possonoprodurrebe-
nefici sostanziali, concreti e misurabili:
uniformità della codifica, del cartiglio
e della numerazione dei fili, abbatti-
mento degli errori di progettazione e
costruzione, riduzione dei codici di pro-
dotto e del magazzino, uniformità della
documentazione e della qualità proget-
tuale, edistribuzioneomogeneadell’in-
formazione”. Dopo Casazza, sul palco
si sono avvicendati gli altri rappresen-
tanti della struttura italiana di Eplan, a
partire dal direttore vendite Giovanni
Di Pumpo, che ha sottolineato come
una quota crescente del fatturato in
Italia sia generata dai servizi. Giuseppe
Morreale, consulente tecnico e figura
storica del marchio Eplan nel nostro
Paese, haoffertoun’ampiapanoramica
di Eplan P8, mentre StefanoCappelletti
si è soffermato su Eplan Fluid. Lorenzo
Casella, nel suo intervento dedicato a
EEC One, ha sottolineato l’importanza
di cambiare l’approccio al processo
di sviluppo dei prodotti, in linea con i
concetti espressi da Stefano Casazza
nell’intervento di apertura. “Anche chi
si occupa di progettazione elettrica e
automazione, deve imparare a confi-
gurare piuttosto che progettare - ha
dettoCasella -. Il presuppostodi questo
nuovo approccio è la standardizzazio-
ne.” Casella ha così ‘chiuso il cerchio’,
ripassando la parola al Country Mana-
ger che ha chiuso i lavori ringraziando
tutti i partecipanti e rivolgendo loro
un ultimo invito: “la nostra esperien-
za quotidiana a fianco delle aziende
dimostra come i progetti di maggior
successo sono quelli in cui veniamo
coinvolti fin dall’inizio del processo
decisionale. Non abbiate quindi alcuna
esitazionea rivolgervi aEplan: lanostra
missione è lavorare tutti i giorni con
voi e per voi”.
hanno contribuito all’organizzazione e
al successo dell’evento. Nello spazio
antistante all’auditorium ciascun part-
ner haallestitoundesk informativocon
monitor, cartellonistica, documentazio-
ne informativa e addetti a disposizio-
ne di tutti i partecipanti per maggiori
informazioni sulle soluzioni integrate
con l’offerta Eplan. Oltre alle conso-
ciate Kiesling e Rittal, l’ecosistema dei
partner era composto da Rockwell
Automation, B&R, Phoenix Contact,
Siemens (rappresentatadalladivisione
Industry Software) e Festo. “Oggi, il
collo di bottiglia dell’ufficio tecnico è
il progettista elettrico o l’ingegnere
dell’automazione che si trovaaoperare
su una parte meccanica già definita,
con inevitabili mal di pancia - ha esor-
dito Casazza, andando dritto al pun-
to della sua presentazione -. Dopo la
standardizzazione della progettazione
meccanica grazie all’adozione diffusa
del 3D, ora è necessario fare lo stesso
percorso nell’ufficio di progettazione
elettrica. Come avviene in ambitoCAD,
prima di generare lo schema elettrico
di un progetto è indispensabile avere
la BOM, la distinta base di tutta la parte
elettrica. La collaborazione fra mecca-
nici ed elettricisti deve quindi comin-
ciare più a monte, parallelizzando tutti
i processi di sviluppo meccatronico.”
Nella visione proposta da Casazza,
l’ufficio tecnico deve lavorare come
una squadra di calcio affiatata e ben
organizzata, capace di far girare ve-
locemente il pallone (cioè le informa-
zioni) senza che tutti siano costretti a
fluidotecnica 386
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GENNAIO
/
FEBBRAIO
2015
33
La seconda edizione di Eplan
Engineering Conference ha visto 220
partecipanti nell’Auditorium Verdi di
Hotel Parma & Congressi.




