AUTOMAZIONE
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fluidotecnica 386
•
GENNAIO
/
FEBBRAIO
2015
MARCO MANZONE
Da anni le macchine che operano
nel settore agroforestale sono e-
quipaggiate con complessi sistemi
oleodinamici e sofisticati circuiti
elettrici ed elettronici. Benché, tal-
volta, chi opera nel settore mostri
parecchio scetticismo sulla funzio-
nalità di tali ‘sofisticazioni’ tecno-
logiche, l’evoluzione tecnica delle
macchine porta
sempre e inequi-
vocabilmente a
un maggiore
uso di tali
soluzioni. L’efficienza e l’affida-
bilità della meccanica rimangono
indiscusse. Infatti, adottando par-
ticolari materiali ed eseguendo
lavorazioni di precisione, ancora
oggi è possibile garantire elevati
rendimenti (98%) in
quasi tutti i sistemi
di trasmissione a
differenza di altri
sistemi innovativi
i cui rendimenti sono ridotti e mai
superiori all’80%. Non solo, ma i
singoli componenti che costituisco-
no tali sistemi di trasmissione diffi-
cilmente creano disfunzioni tali da
compromettere la lavorazione che
si sta svolgendo poiché, essendo
soggetti a usura prima di giunge-
re a rottura, e quindi provocare
il fermo macchina, segnalano
la necessità della loro sosti-
tuzione mostrando elevati
giochi di accoppiamento
o abrasioni.
Maggiore comfort
Diversamente, con l’o-
leodinamica e l’elettro-
nica tali ‘segnalazioni
visive’ non esistono e
si può giungere al fermo
macchina senza preavvisi
in qualunque momento, in-
dipendentemente che si stia
eseguendo la lavorazione in
campo oppure il trasferimento
su strada. Inoltre, se i componenti
Oleodinamica
in
campo
ed elettronica
Anchenel compartodellemacchineagricoleeforestali i
costruttori propongonosistemi piùsicuri, dallealteprestazioni
econunamaggioreergonomia. Lostatodell’artenelle
macchineagro-forestali e i relativi componenti oleoidraulici
asserviti dall’elettronica




