Economia: crescita a due cifre per i sistemi di trasmissione, movimento e potenza
I dati che emergono dall’ICT di Assiot, confermano il trend positivo in corso dal 2010, sia sul mercato interno, sia su quello esterno
Angelo Grassi
“I produttori di sistemi di trasmissione e ingranaggi giocano un ruolo chiave nell’industria italiana – ci spiega Tomaso Carraro, presidente Assiot -. Se il fatturato del settore è cresciuto nel 2011 del 12,3%, quindi in controtendenza rispetto alla crisi economica che ancora imperversa, è in buona parte dovuto al fatto che molte aziende associate hanno dato spazio a un processo di innovazione che molto punta all’integrazione fra meccanica, elettronica, pneumatica e oleodinamica”.
Il riferimento di Tomaso Carraro alla meccatronica – la scienza che studia il modo di far interagire tre discipline quali la meccanica, l’elettronica e l’informatica, al fine di automatizzare i sistemi di produzione e semplificare il lavoro umano – è lampante. In tale contesto i principali campi di applicazioni di un sistema di trasmissione meccatronico sono la robotica, l’automazione industriale, l’automotive e gli azionamenti elettrici.
La percentuale di crescita citata poc’anzi da Carraro è riferita all’incremento di fatturato, ma è utile riportare che a questo dato si sommano un +10,5% per l’export e un +15% per le consegne sul mercato interno; sempre 2011 rispetto al 2010. Più in generale, tutte le variabili fondamentali analizzate nel preconsuntivo 2011 – quindi fatturato, export, consegne e import – evidenziano che l’annus horribilis 2009 è alle spalle. “Già nel 2010 c’erano stati evidenti segnali di ripresa del comparto rispetto al 2009, confermati poi nel corso del 2011 – continua Carraio -. Tuttavia, è da notare che nonostante questi incrementi i livelli del 2008 sono ancora lontani”.
Le performance cui fa riferimento Carraro, risultano ancora più evidenti dal confronto tra le variazioni 2010/2009/2008. Prendendo come riferimento il consolidato 2010, a livello di export in quel periodo c’è stata una decisa ripresa di Asia e America: rispettivamente +50,9% e +37,5% contro i loro -12,5% e -37,6% del 2009. Bene anche le altre aree, tutte con crescita superiore al 20%, a eccezione di Africa che nel 2010 ha fatto segnare un leggero decremento dell’1% circa.
Più nel dettaglio, tra i Paesi di destinazione dei sistemi di trasmissione italiani, nel 2010 al primo posto c’era la Germania (17,6% dell’export nazionale) seguita da USA (12,5%), Francia (8,7%) e Cina (7,9%). Hanno quindi registrato incrementi ben al di sopra della norma le esportazioni verso Brasile (+114%), Turchia (+96.5%) e Slovacchia (+70,5%): aree che anche nel preconsuntivo 2011 si sono dimostrate molto attive e che, verosimilmente, continueranno ad esserlo in questo 2012.
Passando invece alle importazioni, nel consolidato Assiot 2010 la Germania si è confermata leader con il 31% dell’import nazionale, seguita da Cina, Francia e Giappone con, rispettivamente, 14,7%, 6,3% e 6%. Ancora una volta si registrano importanti performance nelle importazioni dal Brasile (+268%), ma anche dalla Finlandia (+157,6%) e dalla Slovenia (+99%).
I dati che emergono dall’ICT di Assiost – aggiornati al III° trimestre 2011 – confermano il trend positivo in corso dal 2010 sia sul mercato interno sia su quello esterno. Confrontando l’andamento trimestrale del 2011 rispetto a quello del 2010 emergono, tuttavia, dei segnali di preoccupazione relazionabili al contesto particolarmente incerto e delicato a livello europeo. In particolare si evidenziano previsioni di incrementi molto limitati nell’ultimo trimestre, in controtendenza con le normali dinamiche di chiusura anno.
Il che, in linea di massima, coincide con i macro dati FMI esaminati in apertura. In conclusione, il settore italiano dei ‘Sistemi di Trasmissione, Movimento e Potenza’ è senz’altro sano, e l’incognita per questo 2012 è rappresentata quasi esclusivamente dal drammatico andamento dei debiti degli stati sovrani all’interno dell’area euro; debiti rispetto ai quali qualsiasi economista saggio non se la sente di ipotizzarne l’evoluzione.
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