Rivista_di_Meccanica_177 - page 14

Barometro
a cura di
rmo
aprile 2014
14
Gli ultimi dati relativi al commercio estero
italiano aprono una prospettiva doppia-
mente positiva. In primo luogo perché
segnalano che l’export italiano è in cre-
scita, ad ulteriore conferma della ripresa
dell’attività economica dei Paesi che rap-
presentano i principali partner commer-
ciali dell’Italia. In secondo luogo perché
questo traino trova riflesso in un anda-
mento quanto mai brillante della bilancia
commerciale italiana.
Nel dicembre scorso (ultimo dato disponi-
bile) le esportazioni in termini destagiona-
lizzati sono aumentate del 5,1% mentre
le importazioni sono salite del 3,6%. Poi-
ché ancora una volta la dinamica dei flussi
esportati è stata più vivace di quella degli
acquisti dall’estero, l’avanzo mensile del
saldo della bilancia commerciale italiana è
nuovamente cresciuto, toccando il livello
record dei 3,6 miliardi di euro.
Nell’intero 2013 la bilancia commerciale
italiana ha messo a segno un saldo posi-
tivo pari a 30,4 miliardi di euro: si tratta
dell’avanzo commerciale con l’estero più
elevato dal 1996. Se dal computo del va-
lore delle importazioni si escludono i pro-
dotti energetici, la bilancia commerciale
italiana ha registrato nel 2013 un avanzo
di quasi 85 miliardi di euro, pari al 5,6%
del PIL, il dato più alto dal 1993, ossia da
quando viene calcolata la serie storica del
commercio italiano con l’estero.
Tuttavia questo exploit è dovuto principal-
mente alla flessione delle importazioni, il
cui valore è calato del 5,5% nel 2013 ri-
spetto al livello dell’anno prima, piutto-
sto che all’andamento delle esportazioni,
il cui valore è rimasto praticamente inva-
riato. La flessione del valore delle impor-
tazioni è imputabile soprattutto alla forte
riduzione dei volumi dei prodotti impor-
tati (-3,7% rispetto all anno precedente)
e solo in parte al calo (-1,8%) del valore
medio unitario. La stabilità del valore
delle esportazioni è il risultato di un lieve
recupero dei valori medi unitari (+1,1%)
annullato dal calo dei volumi dei prodotti
esportati (-1,2%).
Export e diversificazione produttiva
hanno consentito a comparti come l’in-
dustria metalmeccanica di assorbire me-
glio di altri settori gli scossoni della crisi.
Il mondo delle imprese italiane è an-
dando sempre più dividendosi tra quelle
che esportano e quelle che ripongono
le speranze nel mercato domestico: le
prime tengono o addirittura crescono,
le altre arrancano. Nel corso del 2013 il
settore dei beni strumentali ha sofferto
una perdita in termini di volumi espor-
tati (-1,2% rispetto all’anno prima) che
è stata più che compensata dalla crescita
dei valori medi unitari (+3,2%). Anche il
settore dei beni di consumo non durevoli
ha segnato un nuovo aumento del valore
medio unitario dei prodotti esportati, con
un progresso del 3,4% rispetto all’anno
prima. Quest’ultimo aspetto segnala un
trend molto positivo: la continua crescita
del valore medio unitario delle espor-
tazioni italiane riflette infatti un posi-
zionamento sempre più orientato alla
qualità e al servizio al cliente, allo scopo
di decommoditizzare quanto più possi-
bile l’offerta.
Export
di
qualità
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