Rivista_di_Meccanica_Oggi_171 - page 14

Barometro
a cura di
rmo
luglio/agosto 2013
10
Toccato
il
fondo?
Il quadro dell’attività produttiva delle im-
prese industriali italiane resta negativo:
nel mese di aprile è stato rilevato un calo
dello 0,3% (destagionalizzato) rispetto
al livello di marzo. L’indice della produ-
zione industriale totale prosegue il trend
calante, con un gradiente di discesa che
appare costante. Ciò implica che, rispetto
a un anno fa, la produzione industriale
viaggia su livelli molto inferiori: ad aprile
il ‘gap’ per la produzione totale era del
4,6%, stesso risultato anche per la pro-
duzione di beni strumentali e beni inter-
medi, il cui gap per entrambi i settori è
stato pari al 4,5%.
Dopo aver raggiunto un livello molto
vicino a quello minimo toccato nella re-
cessione del 2008-09, l’indice del clima
di fiducia delle imprese italiane ha mo-
strato in maggio una robusta ripresa, sa-
lendo a 79,8 dal 74,9 registrato in aprile.
Il miglioramento della fiducia, tuttavia,
è stato molto diversificato fra macroset-
tori: mentre è stato rilevante per le im-
prese operanti nel settore dei servizi di
mercato e sensibile nel settore delle im-
prese commerciali, il clima di fiducia ha
mostrato solo un lieve miglioramento per
le imprese di costruzione ed è rimasto so-
stanzialmente invariato nel settore mani-
fatturiero.
In effetti per le imprese manifatturiere le
aspettative su ordini e produzione hanno
segnato un miglioramento contenuto,
che però per le imprese produttrici di beni
di consumo e di beni intermedi è stato
più significativo di quello, davvero mo-
desto, rilevato presso le imprese produt-
trici di beni strumentali. Sembra quindi
che, mentre l’attività produttiva è attesa
in stabilizzazione (sebbene su livelli de-
pressi) nel comparto produttivo dei beni
di consumo, la fase recessiva potrebbe
proseguire in quello dei beni strumentali
a causa della perdurante, cronica debo-
lezza degli investimenti delle imprese.
Inoltre l’andamento del fatturato delle
imprese industriali italiane ha mostrato
una nuova contrazione lo scorso marzo,
continuando ad ampliare la forbice fra
l’indice del fatturato estero e quello del
fatturato interno: mentre il primo ‘tiene’,
il secondo prosegue il trend discendente
riflettendo la perdurante debolezza della
domanda interna. È infatti evidente che
la domanda estera non può controbilan-
ciare il calo sempre più pronunciato della
domanda interna, da un lato perché
anche i principali partner commerciali
dell’Italia non godono di ottima salute,
dall’altro perché il mercato domestico co-
stituisce di gran lunga il principale sbocco
delle merci prodotte internamente.
Dunque a nostro avviso il recupero di fi-
ducia delle imprese rilevato in maggio ap-
pare poco significativo: esso è circoscritto
soltanto al settore dei servizi di mercato
dove, peraltro, il miglioramento è dovuto
ad attese meno pessimistiche sull’evolu-
zione dell’economia, che tuttavia non tro-
vano riscontro nei giudizi delle famiglie.
L’indicazione di fondo derivante dal son-
daggio è però positiva, se può conside-
rarsi positiva l’attesa che nei prossimi due/
tre mesi l’attività produttiva complessiva
si stabilizzi ai livelli attuali.
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