Progettare_377 - page 49

molti, alla grande passione di alcuni,
alla qualità delle persone che stanno
dietro alle cose.
Insomma, il design italiano è ma-
nifattura eccellente e sfida intel-
lettuale.
In questa direzione, progettare pro-
dotti intesi secondo la concezione
tradizionale (automobili, utensili,
beni di consumo) diventa limitante:
è necessario allargare il campo e
considerare ‘prodotto’ il materiale,
il servizio, il processo stesso. Da
questa impostazione sono nate nel
triennio le nuove categorie: il Design
dei materiali e dei componenti, il
Design dei servizi, la ricerca per
l’impresa per comprendere prodotti
di diversi settori dell’industria, il
lavoro di un terzismo avanzato che
sfrutta le nuove tecnologie, i servizi
urbani per le collettività, la ricerca a
più ampio raggio. C’è una compo-
nente formale, legata al concetto di
armonia e di bellezza, che va ricono-
sciuta anche in questo tipo di pro-
dotti e che determina la loro qualità
globale. Come sempre deve esserci
un elemento di innovazione che
giustifichi la loro evidenza. Creare
nuovi prodotti di design presuppone
infine vi sia stata una riflessione
etica sulla loro reale utilità. Sicura-
mente c’è il mercato da conquistare
e c’è un lavoro da svolgere, ma oltre
questo c’è l’urgenza di rispondere
ad alcuni interrogativi che non sono
più solo individuali. Bisogna porsi il
problema dell’uso delle risorse, del
rispetto dell’ambiente e delle gene-
razioni future, della disuguaglianza
sociale, della sostenibilità etica, oltre
che economica, delle nostre azioni.
A fronte di queste riflessioni, emerse
nell’ultimo anno, un’ulteriore cate-
goria e un nuovo criterio di valuta-
zione si accompagnano a questo ADI
Design Index 2013: il ‘design per il
sociale’ e la ‘sosteni-
bilità etica
ed economi-
ca’ dell’intero
processo.
Cosa dire
Il significato quindi, al di là della
selezione ADI Design Index-Com-
passo d’Oro e delle positive rica-
dute per chi viene selezionato e
premiato, è poter riflettere senza
condizionamenti su cosa sia il de-
sign, su quale indirizzo debba avere
per influire in minima parte, se pos-
sibile, sul nostro futuro.
Questa è l’ambizione di ADI, questo
il contributo al design italiano. Tutto
ciò è possibile grazie al lavoro di
progettare 377
GENNAIO
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FEBBRAIO
2014
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