Ventun gradi per il 21° secolo
Dalla rivista:
Fluidotecnica
Quattro settori di attività: impiantistica, trasporti industriali e oleodinamica, tecnica del freddo e gas tecnici. Un organico di oltre 47.000 dipendenti, un fatturato 2000 di oltre otto miliardi di Euro (circa 16.000 miliardi di lire), stabilimenti in Germania e nel mondo, filiali il tutto il mondo: questa è in sintesi la Linde AG con sede a Wiesbaden (Germania).
In particolare la filiale italiana, la Linde Güldner di Buguggiate (Varese) che opera in Italia da 41 anni nel settore Carrelli elevatori – Oleodinamica, ha un organico di circa 100 dipendenti diretti più gli addetti alla rete di vendita esterna e ai centri di assistenza in tutta Italia.
«Avere sotto lo stesso tetto i carrelli elevatori e l’oleodinamica -precisa Alberto Soldati, responsabile tecnico-commerciale della divisione oleodinamica- è un’importante scelta strategica dal momento che, con i tre marchi Linde, Still e Fiat OM, la Linde AG è leader mondiale in fatto di carrelli elevatori e di conseguenza l’oleodinamica deve fornire soluzioni affidabili e tecnologicamente sempre più innovative, al passo con l’evoluzione di queste macchine».
«A tale riguardo -continua Soldati- con la nuova generazione di pompe e motori idraulici serie 02, i progettisti Linde hanno ripensato in modo innovativo al concetto base del gruppo rotante delle unità a pistoni assiali a disco inclinato. Le unità tradizionali infatti portano all’estremità del pistone una testa sferica che alloggia in una sede ricavata nel pattino. Nella nuova realizzazione Linde la sfera è parte del pattino ed è collocata nella testa del pistone, riducendo così la lunghezza totale dell’unità. Questa configurazione permette di aumentare l’angolo di inclinazione dai tradizionali 18 gradi a 21 gradi. Il volume generato dalla corsa del pistone, a parità di ingombro totale in lunghezza, aumenta, aumentando così la cilindrata e cioè la portata che, con la pressione, determina la potenza trasmessa. Si è così centrato l’obiettivo di un incremento della densità di potenza.
Altra caratteristica importante di queste unità è il loro basso livello di rumorosità».
«Queste unità vengono prodotte nello stabilimento di Aschaffenburg in Germania – dice ancora l’ingegner Soldati. Qui a Varese abbiamo però una officina molto ben attrezzata per revisioni e soprattutto per allestimenti personalizzati in base alle richieste dei nostri clienti. Disponiamo inoltre di banchi prova per medie ed alte pressioni».
Pompe e motori idraulici Linde trovano applicazione nelle trasmissioni idrostatiche a circuito chiuso di macchine mobili quali, oltre ai carrelli elevatori, pale caricatrici gommate e cingolate, autobetoniere, macchine spazzatrici stradali, mietitrebbia, macchine forestali, nonché nelle trasmissioni idrostatiche a circuito aperto di escavatori.
Perché il circuito aperto per gli escavatori?
«Perché -risponde Soldati- buona parte degli azionamenti idraulici degli escavatori sono eseguiti tramite cilindri. Solo la rotazione della torretta e la traslazione utilizzano motori.
La Linde ha da tempo sviluppato un sistema load-sensing denominato LSC (Linde-Synchron-Control): un unico circuito aperto che permette l’azionamento simultaneo e senza interferenze dei vari circuiti. Nel corso degli anni sono state apportate alcune migliorie al sistema LSC ed è stata estesa la gamma».
Cosa può dirci a proposito del connubio oleoidraulica-elettronica per quanto riguarda i sistemi di controllo di queste pompe e motori?
«La Linde – dichiara l’ingegner Soldati – ha sempre dedicato molta attenzione ai sistemi di controllo. Le funzioni di lavoro che le macchine mobili sono chiamate a compiere diventano sempre più complesse e per assolverle in modo ottimale l’oleoidraulica è ormai diventata parte integrante di un sistema controllato dall’elettronica.
Oggi si parla di controllo elettronico tramite microprocessore, quindi di elettronica digitale cui sono asservite le pompe e i motori in grado di ricevere i segnali elettrici che escono dal microprocessore. Al microprocessore fa capo una serie di periferiche, cioè sensori e attuatori.
La Linde dedica particolare attenzione, oltre che al microprocessore, proprio a queste periferiche considerate a torto componenti di minor pregio. Ad esempio un sensore di giri da poche migliaia di lire può compromettere la funzionalità di una macchina del valore di parecchi milioni. Dedicando attenzione a queste periferiche si riesce a realizzare sistemi di controllo elettronico veramente validi. Questo per quanto riguarda il circuito chiuso, ma anche per il circuito aperto il controllo e la regolazione di potenza fatta per via elettronica stanno diventando sempre più di attualità. Oggi se costruisci un escavatore senza controllo elettronico della potenza e senza possibilità di selezione dei vari modi di lavoro per via elettronica, stai costruendo una macchina non più aggiornata».
«La Linde -continua Soldati- ha sviluppato due linee di controllo elettronico digitale, pensate specificatamente per le macchine mobili e chiamate, rispettivamente, CED per circuito chiuso, tipiche applicazioni le pale caricatrici, le spazzolatrici stradali e i carrelli elevatori, CEB per circuito aperto, tipica applicazione l’escavatore».
Oltre alla serie 02 di pompe e motori, presenterete altre novità al prossimo Fluidtrans Compomac di Milano?
«Questa serie di pompe e motori è in via di completamento per quanto riguarda la gamma di cilindrate che al momento va da 55 a 135 cm3/giro. Come novità presenteremo la preserie di 165 cm3/giro, non faremo in tempo a presentare la preserie di 210 cm3/giro che verrà pronta comunque a breve».
«Inoltre -dice ancora Soldati- nel nostro stand sarà data ampia visibilità al tema fondamentale dei controlli elettronici. Esporremo il microprocessore, le periferiche e tutti i nostri sistemi di controllo elettronico digitale sia per le macchine a circuito chiuso che per quelle a circuito aperto».
Nonostante gli ultimi tragici avvenimenti internazionali, pensate di chiudere bene il 2001?
«Come unità vendute -dichiara Soldati- siamo all’incirca sugli stessi numeri del 2000, ma grazie a pompe e motori di maggior valore dovremmo registrare un incremento sensibile di fatturato.
Negli ultimi tempi c’è stato un certo rallentamento del mercato internazionale, ad esempio vediamo soffrire un po’ il settore macchine agricole, e i tragici fatti di settembre stanno certamente peggiorando questo trend. Speriamo che nei prossimi mesi la situazione non si aggravi ulteriormente. Linde si è posta come obiettivo il raddoppio del fatturato nei prossimi cinque anni. Un po’ di ottimismo lo dobbiamo avere».

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