Italian technology, partito da Torino il tour dedicato all’ingegno italiano
Nel contesto della Biennale Tecnologia 2024, al Politecnico di Torino, si è tenuta il 19 e 20 aprile scorsi la prima tappa del tour di ‘invenzione’ dell’Italian technology, organizzata da Italian technology Hall of Fame, la Hall of fame dell’ingegneria e del lavoro italiano (ingegnoitaliano.org) con sede a Torino ma nata a Milano nel 2022 grazie a Giorgio Garuzzo, ex ad di Iveco ed ex direttore generale del Gruppo Fiat, e Carlo Massironi, asset manager e professore a contratto all’Università di Milano-Bicocca. A seguire verranno altri appuntamenti nelle principali università italiane.
L’organizzazione vede l’Italian technology come la punta più avanzata del Made in Italy, e intende innescare intorno all’espressione ‘Italian technology’ un’operazione simile a quella fatta nel dopo guerra con il brand Made in Italy, in accordo con i nuovi tempi. Per un’Italia fatta di giovani che amano fare cose difficili, come fare surf e skate nel nostro Paese senza le onde dell’oceano o le piscine di Los Angeles. Secondo una ricetta per cui per fare Italian technology occorrono tre ingredienti: prendere la migliore tecnologia del nostro tempo e vestirla alla maniera italiana. Unendo quindi il design il coraggio latino di crederci e rischiare, portando a prodotti inimitabili che il mondo riconosce appunto come Italian technology.
Oltre ai due fondatori, alla tappa di Torino altri due veterani della tecnologia italiana hanno spiegato come si rende unico un prodotto tecnologico fatto in Italia: Pietro Camardella, designer tra le altre cose di cinque Ferrari, tra cui la F40, e Giancarlo Michellone, autore di numerosi brevetti, ex ad del Centro Ricerche Fiat ed ex presidente di Area Science Park Trieste.
Le conferenze sono rivolte alla nuova generazione di studenti di ingegneria, management, finanza, e agli imprenditori e dirigenti d’azienda che vogliono confrontarsi con idee testate sul campo su come si realizza un prodotto tecnologico di successo. Offrendo un’occasione unica di accesso ai modi di ragionare di persone che hanno contribuito alla nascita di prodotti tecnologici italiani di enorme successo, prodotti che hanno generato benessere e posti di lavoro qualificato.
“In Italia ci piace fare cose difficili – spiega il designer Pietro Camardella – e abbiamo un modo tutto nostro di realizzarle, che ci riconoscono nel mondo. Perché in Italia ci piace vestire la tecnologia alla maniera italiana. La ricetta per fare Italian Technology è semplice: Tecnologia + Design. Ma tecnologia per davvero e design veramente innovativo”.
“L’Italian technology Hall of Fame – aggiunge Giorgio Garuzzo – ha lo scopo di far conoscere agli italiani e al mondo le eccellenze tecnologiche italiane di ieri e di oggi. Per evidenziare a tutti, in particolare alle nuove generazioni, che l’Italia possiede capacità di fare che hanno contribuito al benessere del Paese e che ci consentono di guardare al futuro con fiducia. Purché non dimentichiamo la ricetta per fare prodotti tecnologici di successo“.
“Il terzo elemento della ricetta per fare Italian technology, oltre a tecnologia e design – spiega quindi Giancarlo Michellone – è crederci e rischiare. Le aziende italiane sono per lo più di taglia piccola e media, e per essere competitive devono fare innovazione come e più delle grandi aziende. Devono perciò fare leva sulla cultura del rischio ‘calcolato’ che da sempre le contraddistingue, crederci, e rischiare per realizzare prodotti che offrano vera innovazione di valore per il cliente finale”.
“Il nostro è un tour di ‘invenzione’ dell’Italian technology – afferma Carlo Massironi – perché intorno all’espressione ‘Italian technology’ stiamo provando a innescare una operazione simile a quella che nel dopo guerra fu fatta con l’invenzione del brand ombrello ‘Made in Italy’. Ma in accordo con i tempi questa volta l’immagine dell’Italia non sarà la ‘terrazza di Sorrento in un giorno di sole’ ideata da Gio Ponti per il Made in Italy che poi è diventata la ‘cartolina’ dell’Italia, bensì le immagini girate da Daniele Vignola di giovani italiani che amano fare cose difficili come fare surf e skate nel nostro Paese, anche senza avere le onde dell’oceano o le piscine di Los Angeles”.
“La ricetta per fare Italian technology è prendere la miglior tecnologia del nostro tempo e vestirla alla maniera italiana. – prosegue quindi Massironi -. Se a questo aggiungiamo il coraggio latino di crederci e rischiare il risultato sono prodotti inimitabili che il mondo riconosce come Italian technology. Quello che abbiamo voluto aggiungere è un nuovo immaginario surf e skate di contorno a ricordarci che l’Italia è un paese bellissimo e dinamico anche oggi, un immaginario che attualizzasse le icone storiche del Made in Italy. La punta più avanzata del Made in Italy oggi è l’Italian technology, e l’Italian technology è ‘surf and skate’ in Italy“.
Per poi concludere: “Noi italiani abbiamo realizzato il primo personal computer al mondo, l’Olivetti Programma 101, usato dagli ingegneri della NASA per i calcoli dello sbarco sulla Luna. Ed è sempre così che l’Italia è stato il terzo paese al mondo dopo Unione Sovietica e Stati Uniti a mettere un satellite in orbita. Questo è quello che siamo come Paese. Se volete conoscere queste e le altre incredibili realizzazioni di ieri e di oggi entrate nella Italian technology Hall of Fame, le trovate sul nostro sito ingegnoitaliano.org”.
La hall of fame ha anche un canale YouTube che si chiama ‘Italian technology’ (logo un bollino rosso con una “i” bianca) e pubblica interviste a chi ha fatto e fa tecnologia in Italia, per imparare dai migliori.
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