RMO 276 – Maggio 2026
QUASI UN’ASSUNZIONE SU DUE È DI DIFFICILE REPERIMENTO
Nelle imprese italiane cresce sempre di più la difficoltà a trovare lavoratori con le competenze richieste,
soprattutto nei settori industriali e tecnici. Lo scenario è emerso durante un recente evento promosso
dall’associazione Marchi Storici d’Italia che ha messo di fronte istituzioni, imprenditori e rappresentanti
del sistema formativo sul tema del disallineamento tra domanda e offerta di lavoro e sul passaggio
generazionale nelle filiere produttive.
Secondo i dati elaborati da Cnel e Unioncamere, quasi il 46% delle assunzioni risulta oggi di difficile reperimento, con percentuali che superano il 60% nella metalmeccanica. In media sono necessari oltre quattro mesi per individuare le figure professionali richieste, un segnale che evidenzia la distanza ancora esistente tra sistema formativo e sistema produttivo.
Per il presidente dell’associazione, Massimo Caputi, il tema delle competenze è la priorità per garantire
continuità alle filiere del Made in Italy. Lo stesso ha evidenziato come la distanza tra istruzione
e imprese nasca da profili spesso non allineati alle reali esigenze produttive, da carenze nei processi di orientamento e da una ridotta presenza di competenze operative. Le imprese hanno bisogno di figure capaci di unire preparazione tecnica e cultura d’impresa, così da accompagnare la trasformazione dei settori tradizionali senza perdere il patrimonio di conoscenze accumulato negli anni.
Il confronto ha messo in evidenza come la competitività del Made in Italy passi sempre più dalla capacità
di formare nuove professionalità, preservare il patrimonio di conoscenze delle imprese e rendere il lavoro tecnico e manifatturiero nuovamente attrattivo per i giovani, così da garantire continuità alle filiere che rappresentano una parte essenziale dell’economia italiana.


