RMO 272 - Novembre-Dicembre 2025 - Meccanica Plus
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RMO 272 – Novembre-Dicembre 2025

IN GERMANIA SI LANCIA L’ALLARME PER I COSTI ELEVATI DELL’ENERGIA

In Germania alcuni studi stanno lanciando l’allarme sulla fuga delle imprese. Prima un report della Camera di Commercio e dell’Industria tedesca e adesso un’indagine della società di consulenza Simon-Kucher: sempre più aziende ad alto consumo energetico stanno spostando i propri investimenti all’estero, attratte da condizioni economiche più favorevoli e costi energetici più bassi.
Tra le cause principali che vengono portato, oltre naturalmente ai costi energetici, c’è la perdita di fiducia nella transizione verso l’idrogeno come fonte alternativa. La riconversione degli impianti, sostenuta da miliardi di euro tra fondi pubblici e privati, si rivela oggi troppo onerosa. Il prezzo dell’idrogeno resta elevato e le prospettive di una riduzione nel medio periodo sono scarse.
Un esempio è quello di Arcelor-Mittal, che ha sospeso la costruzione di impianti a impatto climatico zero a Brema ed Eisenhüttenstadt, optando invece per la Francia, dove l’energia costa meno.
Le aziende temono, inoltre, che l’aumento del prezzo dei certificati di emissione di CO2, oggi parzialmente compensato da sussidi europei, possa aggravare ulteriormente la situazione. Anche gli incentivi statali, come il contributo da 6,5 miliardi di euro per alleggerire i costi della rete elettrica, appaiono insufficienti. Per l’impianto chimico di Leuna, nell’est del Paese, il beneficio coprirebbe ad esempio appena il 2-3% delle spese energetiche.
Secondo Simon-Kucher, la produzione dei settori ad alta intensità energetica “è oggi inferiore del 15% rispetto ai livelli pre-crisi del 2019”. Anche il valore aggiunto industriale complessivo è diminuito del 3,6% rispetto al periodo pre-pandemico, “segno di una perdita strutturale di capacità produttiva”.

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