Come evolve l’offerta di pneumatica
Dalla rivista:
Fluidotecnica
Economia, strategia, tecnologia sono i grandi temi che abbiamo passato in rassegna con Vittorio Fabbiani di Festo SpA, per conoscere il punto di vista di chi è alla guida di una realtà conosciuta e apprezzata per la capacità di proporre non solo prodotti di qualità, ma soluzioni efficaci spesso anticipatrici di quelle che saranno le tendenze future. Ma prima di fotografare il presente e guardare al futuro, fissiamo lo sguardo al recente passato, per non dimenticare.
Progettare: Signor Fabbiani vuole ricordare come sono stati vissuti in una multinazionale come Festo i fatti dell’11 settembre?
Fabbiani: Prima di tutto con grande sdegno e riprovazione per un atto tanto vile quanto assurdo e con immenso dolore per le migliaia di vittime innocenti tra le quali abbiamo temuto ci potessero essere i colleghi della nostra filiale americana. Qualche giorno dopo l’attentato, il direttore della filiale americana, Hans Zobel, ha inviato, in risposta ai messaggi di partecipazione e sostegno morale inviati da tutti i colleghi degli altri Paesi, una e-mail con la quale ci ringraziava delle tante dimostrazioni di affetto e partecipazione e ci rassicurava che nessuno dei dipendenti Festo era stato coinvolto direttamente negli attentati delle Twin Towers.
Una quindicina di giorni dopo, a una riunione internazionale di tutti i direttori delle filiali Festo del mondo, ha partecipato anche Hans accompagnato da un importante cliente americano, il quale ha tenuto una relazione sui rapporti tra Festo e la sua azienda. Entrambi hanno lanciato forti messaggi di ottimismo mostrando una grande volontà di ricominciare. Voglio sottolineare che in situazioni di emergenza Festo ha mostrato nei fatti la capacità di offrire un sostegno concreto ai suoi clienti, mettendosi a loro disposizione per affrontare in modo prioritario, per quanto è in suo potere, le necessità relative ad assistenza, consegna di ricambi e prodotti, dilazioni di pagamenti. Lo abbiamo fatto in occasione dell’alluvione che ha colpito il nord Italia qualche anno fa e lo faranno sicuramente i nostri colleghi americani, i quali dovranno adottare provvedimenti specifici anche per far fronte al rallentamento violento della loro economia.
Progettare: Questa crisi quanto ha pesato sui risultati 2001 di Festo?
Fabbiani: Sicuramente sono i mercati e le aree del dollaro a soffrirne maggiormente. Per quanto riguarda il nostro business non siamo stati particolarmente penalizzati se non per qualche annullamento di ordine o qualche spostamento delle date di consegna chiesto da clienti che esportano negli Stati Uniti, mentre stiamo sentendo maggiormente le conseguenze della congiuntura negativa italiana i cui primi segnali, iniziati in primavera, hanno trovato puntuale conferma nei mesi seguenti.
La conseguenza più evidente è che, pur non avendo raggiunto pienamente il budget, siamo cresciuti rispetto allo scorso anno di 10 punti in termini percentuali.
Ne abbiamo tenuto conto nella definizione degli obiettivi futuri, obiettivi che Festo elabora normalmente per due periodi: a breve termine, cioè il budget dell’anno successivo, e a cinque anni. In questo lavoro che impegna la casa madre e le singole filiali ci si basa sostanzialmente su due elementi: esterni, le previsioni di sviluppo secondo indici macroeconomici, e interni, come l’impatto del lancio di nuove famiglie di prodotti e l’azione della concorrenza.
Progettare: Quale sarà allora il futuro prossimo venturo per Festo?
Fabbiani: Sicuramente di crescita del fatturato, come del resto si è sempre verificato da venti anni a questa parte e che ha portato al raddoppio del fatturato ogni cinque anni, e di acquisizione di quote di mercato che attualmente stimiamo intorno al 25% in termini di fatturato. La costante crescita di quote di mercato di questi anni sta avvicinando l’Italia alla Germania, dove Festo si attesta attorno a valori più elevati, in un mercato però che vede una differenza di prezzi molto più sfumata che da noi.
Prossimamente per Festo dovranno essere considerate quote di mercato relativamente agli ulteriori settori della movimentazione e dell’automazione industriale, dove abbiamo cominciato relativamente da poco a proporre prodotti e soluzioni. Mi piace ricordare che l’apertura della sede di Milano risale al 1956 ed è stata la prima filiale estera. Da Milano Festo ha contribuito all’affermarsi dello sviluppo industriale, grazie all’introduzione della tecnologia pneumatica e alla sua costante e continua innovazione in questo settore. Oggi Festo SpA. conta 170 dipendenti ai quali va sommata una sessantina di persone che fanno capo a Festo C.T.E., la società che opera nel settore della consulenza e formazione nell’organizzazione e gestione industriale, nonché nel campo dell’“education”.
Progettare: In quali settori Festo si attende risultati più positivi in futuro?
Fabbiani: Sicuramente l’industria automobilistica per la quale abbiamo sviluppato prodotti in grado di rispondere a norme specifiche. Altri settori importanti per Festo sono il food & packaging e l’industria elettronica. Anche il settore delle macchine per la lavorazione del legno è un settore dove operiamo bene nonostante una forte presenza di concorrenti italiani che sono favoriti sia per ragioni di prezzo sia per il ciclo di vita lunghissimo che caratterizza queste macchine e che prevede l’impiego di componentistica molto più corrente della nostra. Ancora oggi non è raro trovare sul mercato mondiale, e non solo su quello italiano, macchine per niente obsolete la cui progettazione risale a 40 e più anni fa. Ma l’industria italiana delle macchine per il legno si sta orientando verso macchine di nuova generazione molto sofisticate e innovative dove un’offerta come la nostra si giustifica agli occhi dell’utente.
Progettare: Che effetti pensa possa avere l’acquisizione di Rexroth da parte di Bosch?
Fabbiani: Rexroth e Bosch sono due aziende che non hanno bisogno di presentazione e per le quali nutriamo il massimo rispetto. Ciò premesso, non credo che la loro unione possa creare a breve pericoli più grandi per Festo e tutto dipenderà dalla maggiore efficienza che riusciranno a introdurre nella nuova realtà; ma questa è una valutazione che non sono in grado di dare in questo momento.
Temo che come succede in tutti i casi di acquisizione anche per l’operazione Bosch-Rexroth vada messo in conto un periodo più o meno lungo, durante il quale l’integrazione deve superare l’insorgere di problemi dal punto di vista della sintonia del management, delle strategie, del merge di prodotto, dell’organizzazione commerciale. Ma dal momento che si tratta di due aziende di prim’ordine, risolveranno brillantemente questi problemi.
Progettare: Mentre Festo continuerà a correre da sola?
Fabbiani: Da sempe Festo ha portato avanti una propria politica di indipendenza che si basa su un’attenta gestione finanziaria e attente strategie di sviluppo per evitare di porsi nella condizione di richiedere o di non essere in grado di resistere all’interessamento di gruppi più grandi. Mantenere l’indipendenza di una società che su scala mondiale conta circa diecimila dipendenti, quindi è relativamente piccola rispetto a colossi come Bosch, Siemens o altri, comporta affrontare ogni giorno problematiche non semplici.

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