tamento della digitalizzazione sono rappresentati da un rapporto incerto tra
investimenti e benefici (per il 46,2% delle aziende), dall’arretratezza delle
imprese con cui si collabora (43,1%), dalla mancanza di competenze inter-
ne (29,2%) dall’assenza di un’infrastruttura tecnologica di base adeguata,
nonché dagli investimenti richiesti troppo alti (26,2%), dalla mancanza di una
chiara visione del top management (24,6%) e da troppi dubbi sulla sicurezza
dei dati e possibilità di cyber attack (17,7%).
Per quanto riguarda gli investimenti nei prossimi anni, ben l’86,2% delle
aziende è disposto a investire una quota del proprio fatturato per trasfor-
mare l’impresa in una Fabbrica Intelligente, con quasi 3 su 10 orientate a
superare la quota del 10%. Solo il 13,8% non intende effettuare investimenti.
47Speciale
anteprima
Come va il mercato
L’andamento aziendale attuale risulta complessivamente soddisfacente per le imprese del
comparto della meccanica e della subfornitura, con il 61,8% degli imprenditori che parla
di performance aziendale molto positiva, il 32,7% che si dice mediamente appagato e
solo il 5,5% contrariato. Nella prima metà del 2017 rispetto al 2016 i fatturati hanno
registrato una crescita per il 48,8% delle aziende, mentre il 40% dichiara stabilità e il
11,2% un calo. Un aumento significativo anche dal punto di vista del confronto del 2017
con il 2016, con ben 9,7 punti percentuali in più. Il portfolio ordini è giudicato ‘adeguato’
ai propri livelli di sostenibilità finanziaria dal 77,6% delle imprese, contro un 22,4% per
cui è insufficiente. L’export resta fattore di traino per le PMI italiane con quasi 8 su 10
(78%) che dichiarano di esportare i propri prodotti e servizi, con un’incidenza variabile. Il
33% dichiara di realizzare all’estero meno del 10% del proprio fatturato, l’11,6% ‘dall’11%
al 25%’, il 15,8% ‘dal 26% al 45%’, l’11,6% ‘dal 46% al 70%’ e il 6% ‘oltre il 70%’.
Chi esporta punta prevalentemente verso gli Stati dell’Europa Centro-Occidentale (84,1%),
seguiti da quelli dell’Europa dell’Est (37,6%) e del Nord America (30,6%). Circa il
23,6% esporta in Asia, mentre il Medio Oriente per il 17,2%, la Russia per il 15,9%, il
Sud America per il 14,6%, l’Africa Settentrionale per il 10,2%, l’Oceania per il 6,4% e
l’Africa Meridionale per il 3,8% rappresentano gli altri mercati di sbocco. Non ci sono
dubbi sul futuro del mercato in cui si trovano a operare le singole aziende: nei prossimi 3
anni, solo il 6,6% si aspetta una contrazione dello scenario in cui opera contro un 59,1%
apertamente convinto dello sviluppo del proprio mercato di riferimento e un 34,3% che
crede non ci saranno grosse variazioni rispetto all’andamento attuale.




