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integrandole attraverso un flusso di

dati continuo e sistematico inviato a

un gestionale che possa analizzare,

in modo più o meno complesso, tutti

i dati di produzione e di processo.

Tutti gli elementi che compongono

l’officina in fiera sono modulari, iden-

tificati da codice e prezzo, in modo da

essere ordinabili immediatamente dal

fornitore. È possibile quindi richiedere

allo stesso modo la fabbrica completa

‘chiavi in mano’ così come il singolo

elemento (dal mandrino alla macchi-

na utensile, dai sistemi di bloccaggio

del pezzo al software). L’obiettivo di

Fabbrica Digitale è infatti presentare

tutti i singoli elementi perfettamente

integrati in una sistema completo, in

quella che potrebbe rappresentare la

fabbrica del futuro, dove è prevista

tra l’altro una fortissima relazione tra

robot collaborativi e addetti.

La dotazione tecnologica

Scopo del progetto è anche fungere

da stimolo, cercando di apportare

elementi innovativi anche nelle tecno-

logie tradizionali.

Nella parte milling, sono presenti

tre macchine utensili, due a 3 assi

e una a 5 assi: si tratta, nello speci-

fico, della Doosan DNM 4500, della

Sigma Compact 3A e della Fagima

Jazz R 5 AX. L’elemento base della

macchina utensile diventa in questo

caso un sistema più complesso, con

la scelta di macchine di produttori

diversi appositamente effettuata per

riprodurre la situazione reale della

maggior parte delle officine, nelle

quali convivono macchine eteroge-

nee. La capability di questa sistema

sta proprio nel fatto che elementi

eterogenei si riescano a parlare con

estrema facilità, all’interno di un lay-

out funzionale.

L’automazione Erowa provvede a

movimentare i pezzi grezzi dai pal-

let in magazzino all’interno del ciclo

automatico. I pezzi vengono dappri-

ma portati alla macchina di misura

fornita da Coord3, che ne definisce

la tolleranza o meno e che provve-

de al centraggio del pezzo per le

diverse lavorazioni. Il magazzino è

volutamente caricato a mano, per

diverse ragioni: essendo terzista, l’of-

ficina può essere chiamata a produr-

re pezzi diversi, interrompendo una

lavorazione per avviarne un’altra. È

congeniale dunque avere questo tipo

di flessibilità nell’alimentazione della

linea. Mentre l’addetto carica i pezzi,

è prevista un tracking attraverso un

sistema superiore: si tratta di un

ERP che in cascata si collega al sof-

tware Erowa di gestione commessa

e produzione (MES - Manufacturing

Execution System) e, a valle, al con-

trollo numerico delle macchine uten-

sili e alle macchine utensili stesse.

Dopo la fase di fresatura, il pezzo

giunge nell’area di scambio, interfac-

ciando la parte robotica e logistica:

partendo da una tavola rotante a due

posizioni (in/out), il pezzo finito viene

movimentato da un KMR iiwa (Kuka

Mobile Robot). Il robot mobile può

navigare in modo completamente

autonomo tra diverse isole di lavoro.

Grazie ai laser scanner, la piattafor-

ma mobile monitora l’ambiente circo-

stante e se una persona o un oggetto

si trovano sul suo percorso reagisce

subito rallentando o fermandosi, per

poi riprendere la sua corsa quando

l’ostacolo non viene più rilevato.

KMR iiwa è una combinazione tra

il robot leggero sensibile LBR iiwa

e una piattaforma mobile e flessi-

bile. Con l’ausilio del metodo Slam

- Simultaneous Localization And

Mapping (localizzazione e mappatura

simultanee) - la piattaforma localizza

in tempo reale la sua posizione su

una mappa dell’ambiente generata

con i dati rilevati dagli scanner laser

e dai sensori delle ruote.

Il robot collaborativo mobile, equi-

paggiato con pinze elettriche Schunk,

prende infine il pezzo e lo porta

presso l’area di montaggio, dove un

sistema misto robot/uomo provvede

all’ultima fase della lavorazione. Per

Speciale

anteprima