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OLEOIDRAULICA

32

fluidotecnica 385

NOVEMBRE

/

DICEMBRE

2014

Biodegradabili

Per limitare i danni all’ambientenel

casodi spargimentodi oliosul suolo

trovanosemprepiù impiegogli oli

idraulici egrassi biodegradabili,

generalmentecostituiti daesteri

naturali (oli vegetali)osintetici

per il settore

agricolo

DIEGO CURTI

In tutti gli aspetti della vita quotidiana,

nei maggiori Paesi industrializzati, i

temi della sicurezza e della protezio-

ne dell’ambiente sono sempre più

ricorrenti e concorrono a modificare

inmassa i comportamenti delle perso-

ne. Nell’intenzione del legislatore, nei

processi industriali occorre, a parità

di performance, ‘sostituire ciò che

è pericoloso con ciò che non lo è’

rincorrendo, di conseguenza, livelli di

sicurezza per l’uomo e per l’ambiente

sempre superiori, di pari passo con il

progresso delle conoscenze tecnolo-

giche e scientifiche.

Lubrificanti per macchine agricole

Quello che vale per il settore industria-

le si può e, si dovrebbe, traslare anche

in altri aspetti della vita quotidiana. Il

rispetto per l’ambiente nasce anche

dall’attenzione nell’utilizzare prodotti

lubrificanti, impiegabili nel settore a-

gricolo, biodegradabili, ovvero con un

basso impatto per l’ambiente in caso

di perdite accidentali o sversamenti.

Nella maggioranza delle applicazioni,

i fluidi idraulici a base minerale offro-

no sufficienti garanzie prestazionali e

di sicurezza; tuttavia perdite acciden-

tali, e in misura non trascurabile quel-

le sistematiche, possono costituire

un potenziale pericolo per l’ambiente

e per la sicurezza. I principali rischi

connessi con la perdita di oli idraulici

a base minerale, nell’ambiente sono

riconducibili a: potenziale inquina-

mento del suolo e delle acque in caso

di spargimento sul terreno; costi di

gestione del risanamento elevati.

Per limitare i danni all’ambiente nel

caso di spargimento di olio sul suolo

trovano sempre più impiego gli oli

idraulici e grassi biodegradabili, ge-

neralmente costituiti da esteri naturali

(oli vegetali) o sintetici. La biodegra-

dabilità (intesa come demolizione del-

le molecole ad opera dei microrgani-

smi e degli agenti atmosferici sino a

completa trasformazione in anidride

carbonica e acqua) tuttavia non è l’u-

nico criterio con cui valutare l’impatto

di un inquinante sull’ambiente.

In particolare in Germania il Regola-

mento amministrativo sulla classifi-

cazione delle sostanze pericolose per

l’acqua (VwVwS) specifica in modo

dettagliato le sostanze e i materiali

non compatibili con la flora e la fauna

acquatica. In base alla ultima revisio-

ne di questo Regolamento, effettiva a

partire dal giugno 1999, le sostanze (e

di conseguenza i prodotti da esse co-

stituiti) sono state suddivise in quattro

classi: sostanze non inquinanti l’acqua

(NWG); sostanze lievemente inqui-

nanti (WGK 1); sostanze inquinanti

(WGK 2); sostanze molto inquinanti

(WGK 3).