OLEOIDRAULICA
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fluidotecnica 385
•
NOVEMBRE
/
DICEMBRE
2014
Biodegradabili
Per limitare i danni all’ambientenel
casodi spargimentodi oliosul suolo
trovanosemprepiù impiegogli oli
idraulici egrassi biodegradabili,
generalmentecostituiti daesteri
naturali (oli vegetali)osintetici
per il settore
agricolo
DIEGO CURTI
In tutti gli aspetti della vita quotidiana,
nei maggiori Paesi industrializzati, i
temi della sicurezza e della protezio-
ne dell’ambiente sono sempre più
ricorrenti e concorrono a modificare
inmassa i comportamenti delle perso-
ne. Nell’intenzione del legislatore, nei
processi industriali occorre, a parità
di performance, ‘sostituire ciò che
è pericoloso con ciò che non lo è’
rincorrendo, di conseguenza, livelli di
sicurezza per l’uomo e per l’ambiente
sempre superiori, di pari passo con il
progresso delle conoscenze tecnolo-
giche e scientifiche.
Lubrificanti per macchine agricole
Quello che vale per il settore industria-
le si può e, si dovrebbe, traslare anche
in altri aspetti della vita quotidiana. Il
rispetto per l’ambiente nasce anche
dall’attenzione nell’utilizzare prodotti
lubrificanti, impiegabili nel settore a-
gricolo, biodegradabili, ovvero con un
basso impatto per l’ambiente in caso
di perdite accidentali o sversamenti.
Nella maggioranza delle applicazioni,
i fluidi idraulici a base minerale offro-
no sufficienti garanzie prestazionali e
di sicurezza; tuttavia perdite acciden-
tali, e in misura non trascurabile quel-
le sistematiche, possono costituire
un potenziale pericolo per l’ambiente
e per la sicurezza. I principali rischi
connessi con la perdita di oli idraulici
a base minerale, nell’ambiente sono
riconducibili a: potenziale inquina-
mento del suolo e delle acque in caso
di spargimento sul terreno; costi di
gestione del risanamento elevati.
Per limitare i danni all’ambiente nel
caso di spargimento di olio sul suolo
trovano sempre più impiego gli oli
idraulici e grassi biodegradabili, ge-
neralmente costituiti da esteri naturali
(oli vegetali) o sintetici. La biodegra-
dabilità (intesa come demolizione del-
le molecole ad opera dei microrgani-
smi e degli agenti atmosferici sino a
completa trasformazione in anidride
carbonica e acqua) tuttavia non è l’u-
nico criterio con cui valutare l’impatto
di un inquinante sull’ambiente.
In particolare in Germania il Regola-
mento amministrativo sulla classifi-
cazione delle sostanze pericolose per
l’acqua (VwVwS) specifica in modo
dettagliato le sostanze e i materiali
non compatibili con la flora e la fauna
acquatica. In base alla ultima revisio-
ne di questo Regolamento, effettiva a
partire dal giugno 1999, le sostanze (e
di conseguenza i prodotti da esse co-
stituiti) sono state suddivise in quattro
classi: sostanze non inquinanti l’acqua
(NWG); sostanze lievemente inqui-
nanti (WGK 1); sostanze inquinanti
(WGK 2); sostanze molto inquinanti
(WGK 3).




